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Lo schiaffo all'Italia dell'avvocato delle ex Br: "Dossier incompleti e non conformi a norme Ue"

© AP Photo / Antonio CalanniUn manifestino di uno delle Brigate Rosse
Un manifestino di uno delle Brigate Rosse - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Secondo l'avvocatessa che difende sei dei nove ex terroristi rossi arrestati a Parigi lo scorso aprile i dossier presentati dall'Italia sarebbero "incompleti" e "non conformi con la procedura di estradizione europea”.
“I dossier inviati dall’Italia sono incompleti e non conformi con la procedura di estradizione europea” e una domanda di estradizione, quella emessa nei confronti dell’ex ideologo dei Proletari Armati per il Comunismo, Luigi Bergamin, sarebbe "irricevibile".
A sostenerlo è Irene Terrel, l’avvocatessa francese che difende sei dei nove ex brigatisti rossi arrestati a fine aprile a Parigi su richiesta del governo italiano. Ex terroristi che avevano trovato rifugio in Francia grazie alla dottrina Mitterand, ma che devono ancora scontare le loro condanne in Italia per attentati e omicidi commessi negli Anni di Piombo.
In questi giorni, alla Chambre de l'Instruction della Corte di Appello di Parigi sono in corso le udienze. "La Procura come la Difesa sono arrivati alla stessa conclusione”, ha detto la legale in un’intervista all’Adnkronos.
“Sia la Procura che la Difesa – continua - hanno denunciato la carenza di informazioni contenute nei dossier italiani”. “È un po' sorprendente – commenta l’avvocatessa - tenuto conto del tempo che lo Stato italiano aveva a disposizione per preparare i dossier”.
I documenti, inoltre, notano da Parigi, non sarebbero “conformi con la procedura di estradizione europea", con riferimento all’articolo 12 della Convenzione di Parigi del 1957, che prevede che venga inclusa nella documentazione “l'originale o la copia autentica sia della sentenza di condanna esecutiva sia del mandato di cattura” e “una esposizione dei fatti per i quali l’estradizione viene richiesta”, oltre ad una serie di altri elementi, che non sarebbero stati allegati ai fascicoli.
Per questo gli avvocati che difendono gli ex brigatisti, ma anche la procura parigina, avrebbero chiesto al governo italiano “un supplemento di informazioni”.
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A pronunciarsi sulle obiezioni sollevate dagli avvocati degli ex terroristi, il prossimo 29 settembre, sarà la Corte d’Appello della Capitale francese. Terrel ha contestato anche lo status di William Julié, il legale che rappresenta lo Stato italiano. Violerebbe, spiega, “il principio del contraddittorio".
Ad essere ascoltati il prossimo 30 giugno saranno l’ex Br Giovanni Alimonti, l’ex di Autonomia Operaia, Raffaele Ventura, l’ex militante di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, e il fondatore dei Pac, gruppo di cui fece parte anche Cesare Battisti, Luigi Bergamin.
Bergamin, 73enne, deve scontare ancora 16 anni e undici mesi per diversi reati, tra cui l’omicidio Santoro. Pena che la Corte d'Assise di Milano l'11 maggio aveva dichiarato estinta per prescrizione. Tuttavia il 16 giugno il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha definito Bergamin “delinquente abituale”, annullando così, di fatto, il provvedimento.
“Negli ultimi 40 anni – protestano però gli avvocati - Bergamin non ha commesso più alcun reato e non si può quindi parlare di 'delinquenza abituale'”. “I giudici su questo dossier sono stati ingannati ed è quello che farò presente nel corso dell'udienza", denuncia ancora Irene Terrel, che definisce “irricevibile” la domanda di estradizione per l’ex terrorista rosso.
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