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Draghi contro Orban su legge anti-gay: "UE deciderà se Ungheria viola i trattati"

© AFP 2021 / Alberto PizzoliMario Draghi
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Dibattito europeo sulla legge approvata in Ungheria sui contenuti LGBTQ+ per minorenni, e Draghi attacca il premier ungherese ricordandogli che "spetta all'UE stabilire se stanno violando il Trattato".
Durante il dibattito nel Consiglio europeo si è discusso della nuova legge ungherese per bloccare tutti i contenuti LGBTQ+ per i minorenni, e il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto per ricordare al Primo ministro ungherese Viktor Orban dei Trattati firmati dall'Ungheria alla sua entrata nell'Unione Europea.
Come citano le fonti italiane, Draghi ha sostenuto che l'articolo 2 del Tue esiste per un motivo ben preciso, dal momento che l'Europa ha una lunga storia di oppressione dei diritti umani.
"Questo trattato, sottoscritto anche dall'Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del Trattato stesso" ha detto Draghi a Orban, aggiungendo che "spetta alla Commissione stabilire se l'Ungheria stia o meno violando il Trattato".
Nell'articolo 2 è scritto che l'Unione europea "si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze", e che questi valori "sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini".
Bandiera Lgbt - Sputnik Italia, 1920, 22.06.2021
Legge anti LGBT Ungheria, 13 Paesi UE esprimono preoccupazione
La nuova legge approvata in Ungheria ha fatto nascere un acceso dibattito che ha posto molte pressioni sul premier sovranista Orban, che ha ricevuto dure critiche d vari colleghi europei.
Per il Primo ministro olandese Mark Rutte l'Ungheria dovrebbe revisionare la legge al più presto. "Secondo me, non c'è più posto nell'UE per l'Ungheria dopo questa [legge], ma non sono l'unico a deciderlo, ce ne sono altri ventisei leader", ha spiegato. "Orban abroghi la legge oppure lasci l'Unione".
Dura la risposta della ministra della Giustizia ungherese Judit Varga, che ha sostenuto che l'Ungheria sta soltanto cercando di "salvare l'UE dagli ipocriti", definendo le parole di Rutte come "ricatti politici".
In Europa, sono 17 i leader politici che hanno firmato una lettera in difesa dei diritti LGBTQ+, e tra questi anche Draghi, Macron e Merkel. Orban, inceve, ha fermamente dichiarato di non aver intenzione di ritirare la legge. "È già in vigore".
Nella stessa sede si è affrontata anche la questione dei migranti, decidendo la cooperazione tra gli stati membri con i paesi di origine, spingendo per una maggiore collaborazione con l'UNHCR (l'Alto commissariato ONU per i rifugiati) e l'OIM (Organizzazione mondiale per le migrazioni).
"Sebbene le misure adottate dall'Unione Europea e dagli Stati membri abbiano ridotto i flussi irregolari complessivi negli ultimi anni, gli sviluppi su alcune rotte destano serie preoccupazioni e richiedono una vigilanza continua e un'azione urgente", si legge nelle conclusioni del Consiglio.
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