Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Conte sempre più vicino all’addio dopo parole di Grillo. 50 – 60 peones pronti a lasciare M5s?

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaManifesto elettorale del Movimento 5 stelle
Manifesto elettorale del Movimento 5 stelle - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
Seguici su
Il partito del cambiamento è giunto forse al capolinea? L'elevato Grillo ha fatto capire che lui resta il capo spirituale, ma Conte vuole disegnare un partito a misura sua.
Uno sceneggiatore di teatro non avrebbe saputo inventarsi di meglio, invece la storia reale del Movimento 5 Stelle scritta a partire da quel gennaio 2020 in cui Luigi Di Maio lasciava la guida del partito per affidarla al nulla, giunge in queste ore ad un epilogo che tiene tutti col fiato sospeso.
Giuseppe Conte lascerà o non lascerà il Movimento 5 Stelle al suo destino? Dopo che ieri Beppe Grillo ha rivolto ai gruppi parlamentari parole di fuoco, ricordando praticamente che lui è il fondatore, l’elevato, e che non lo si può estromettere, e che Conte deve studiarsi meglio la storia dei grillini, cosa deciderà di fare Conte?
Questo pomeriggio c’è stata una riunione nella casa romana di Giuseppe Conte con i maggiori esponenti del partito, tra cui Stefano Patuanelli, Ettore Licheri e Paola Taverna. L’esito è però negativo, le parole di Grillo hanno inciso in modo significativo sui prossimi passi dell’ex presidente del Consiglio.
Sembrava cosa fatta. Giuseppe Conte capo politico dei pentastellati, e invece a Grillo gli deve esser saltato qualche grillo per la testa, vuole essere lui il capo, il leader politico che però non scende in politica, lui vuole fare il “capo ombra” come ha sempre fatto fino a oggi.

Lavoriamo per unire

Luigi Di Maio lavora per unire. Sembra che l’interesse sia abbastanza personale, perché se Conte lascia lui è tra quelli che potrebbe perderci più di tutti dopo la sua svolta atlantista.
Con i suoi lavora per unire, per riappacificare, per compattare, per dare animo a dei naviganti sempre più atterriti che vedono la grande nave pentastellata imbarcare acqua sempre più velocemente.
Licheri, riporta l’Adnkronos, giungendo sotto casa di Conte ha detto ai cronisti:
"Siamo dentro un confronto fisiologico, stiamo scrivendo un nuovo soggetto politico. E' una bellissima cosa ma non è facile, dateci del tempo".

L’uscita di emergenza è già aperta

In questi anni abbiamo assistito a una lenta e costante emorragia di parlamentari pentastellati fondare un proprio partitino, bussare alla porta di Matteo Salvini o di Giorgia Meloni.
Tra quelli che hanno lasciato nessuno, invece, ha mai rimesso il mandato elettorale, anzi, tutti si sono tenuti lo stipendio da parlamentare. E pensare che uno dei principi che avevano spostato entrando a far parte del M5S, era proprio quello di lasciare parte dello stipendio ad un fondo comune da usare per attività di politica economica a favore dei cittadini.
E se Conte molla, ci sarebbero già 50 – 60 peones pronti a lasciare, racconta Askanews citando fonti interne agli ambienti grillini.

La rifondazione del M5S

E pensare che Grillo proprio a Conte aveva affidato la rifondazione del M5S, un partito che come ha assaporato il governo del paese si è smarrito. Lo ha detto oggi Davide Casaleggio, secondo lui il Movimento 5 Stelle ha perso i suoi principi cardine, quelli stabiliti durante i V-Day.
E un Vaffa-Day, i disillusi dal Movimento di Beppe Grillo potrebbero anche organizzarlo ma per dire addio ad un partito che non voleva diventare tale e che invece si è bruciato appena ha solo sfiorato il sole del potere politico.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала