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Draghi: La Russia è un attore importante, non può non essere coinvolta

© Filippo AttiliMario Draghi
Mario Draghi  - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato ieri, il 24 giugno, e oggi, il 25 giugno, al Consiglio europeo a Bruxelles.
La conferenza stampa conclusiva del premier in diretta:
Innanzitutto il primo ministro ha detto che "la pandemia non è finita".
"Non se siamo ancora fuori, va ancora affrontata con determinazione, attenzione e vigilanza", ha dichiarato.
Durante il presidente del Consiglio ha toccato il tema dei rapporti tra la Russia e l'Italia.
"La Russia è un attore importante sul fronte economico e politico, non può non essere coinvolta, bisogna tenere un dialogo attivo. Nello stesso tempo bisogna esser franchi su ciò che non va, gli attacchi cyber, lo spionaggio, la disinformazione, il rispetto dei diritti umani. Ci vogliono cooperazione e franchezza", ha dichiarato.
Menzionando il tentativo di incontro Ue-Russia, Draghi ha confermato che "andava fatto".

"Io ho sostenuto la necessità di farlo, perché piuttosto di essere dubbiosi sulla propria potenza, i paesi Ue devono essere orgogliosi della manifestazione di forza che danno quando parlano insieme. In molti si sono opposti, non solo i Paesi nordici. Ora vediamo se si può fare una riunione in formato Normandia oppure no", ha informato il premier.

"La discussione sulla Russia è stata lunga e controversa, sostanzialmente è arrivata un po' come una sorpresa per molti", ha aggiunto.
In precedenza la Russia ha accolto con favore l'iniziativa di tenere un vertice con l'Unione europea, poiché sia Mosca che Bruxelles hanno bisogno di dialogo, secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Parlando del vaccino russo Sputnik V e il vaccino cinese, Draghi ha detto che "la contestazione è stata che lo Sputnik non è riuscito ad ottenere l'approvazione dell'Ema e forse non lo sarà mai. Il vaccino cinese non è adeguato ad affrontare la pandemia".
Ha anche sottolineato che "occorre un rinforzo e forse una riforma dell'Ema".

"E' un aspetto complesso ma certamente nell'ultimo anno abbiamo visto una difformità di pronunciamenti tra Ema e le autorità nazionali, esitazioni - anche dovute al fatto che tutti apprendevamo in corso d'opera - però si è vista una notevole confusione. Credo che Ema abbia bisogno di essere rinforzata per avere i poteri che le spettano e che altre agenzie esercitano in altri Paesi, pensiamo agli Usa".

Sull'immigrazione Draghi si è espresso così: "il problema dell'immigrazione l'Europa ha bisogno di affrontarlo possibilmente in armonia, ma senza escludere accordi tra Paesi. Il mio obiettivo non era ottenere un accordo sui ricollocamenti, era prematuro avere un accordo per noi conveniente".
Secondo lui "il testo delle conclusioni è molto impegnativo".

Draghi si è anche detto preoccupato della variante Delta di coronavirus: "in Inghilterra vediamo come la diffusione della variante Delta stia creando incertezza nella ripresa economica su cui l'Inghilterra era avviata molto bene. Non vogliamo trovarci in questa situazione né soprattutto, in autunno, quando ricominciano le scuole, quando i trasporti tornano ad essere pieni, non vogliamo trovarci nella situazione dello scorso anno. E' passato un anno, avremmo pure imparato qualcosa…", ha detto il premier in conferenza, come citato dall'Ansa.

Il Consiglio europeo si è svolto dal 24 giugno al 25 giugno a Bruxelles.
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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