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3mila anni e 800 ferite: scoperto in Giappone l’uomo più antico attaccato da uno squalo

Shark  - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Il corpo di un uomo rinvenuto nel sito funerario di Tsukumo in Giappone, vissuto approssimativamente tra il 1.370 e il 1010 a.C, si è rivelato essere la più antica testimonianza di uno scontro tra uomo e squalo, dove l’uomo, ovviamente, ebbe la peggio.
Gli insoliti resti vennero scoperti nel tumulo di Tsukumo all'inizio del XX secolo, ma gli esperti non riuscirono a capire cosa fosse successo a questa persona. Solo nel nostro secolo, gli scienziati dell'Università di Oxford sono riusciti a capire il mistero di tutte quelle profonde ferite individuate nei resti di quest'uomo.
Gli esperti hanno ammesso di essere stati inizialmente confusi dall’enorme numero di ferite. Profonde incisioni, tagli, graffi e abrasioni erano state individuate sulle ossa di braccia, gambe, e torace. Gli scienziati avevano subito escluso la possibilità di un conflitto con un'altra persona per il semplice motivo che le armi del tempo non avrebbero mai potuto infliggere tali e tanti danni. Tra le varie versioni, avevano pensato ad un attacco da parte di uno squalo tigre oppure uno squalo bianco.
Nello studio è stato coinvolto il biologo marino George Burgess del Florida Museum of Natural History. È stato questi a confermare l’intuizione dei ricercatori che potesse essere stato uno squalo.
L'uomo ebbe un incontro particolarmente sgradevole con uno dei predatori marini, nel mare interno di Seto dell'arcipelago giapponese. 790 ferite hanno segnato il suo scheletro, nessuna delle quali ha mostrato alcun segno di cicatrizzazione, segno evidente che morì sul colpo, probabilmente per shock ipovolemico, cioè perdita di almeno un quinto del proprio sangue in maniera repentina.
I segni sulle ossa mostravano spigoli vivi e curvati, inoltre gli mancavano il braccio sinistro e la gamba destra riferisce il portale ScienceAlert che trae spunto dallo studio completo pubblicato sul Journal of Archaeological Science.
"L'uomo potrebbe benissimo essere andato a pescare con i compagni quando avvenne l’incidente, poiché fu recuperato rapidamente. In base al carattere e alla distribuzione dei segni dei denti, la specie più probabile responsabile potrebbe essere stata un Galeocerdo cuvier (squalo tigre) o un Carcharodon carcharias (squalo bianco)", ha detto Burgess, ammettendo tuttavia che sarebbe impossibile riuscire a restringere ulteriormente la specie responsabile, dato che i segni dei morsi erano così numerosi e sovrapposti da impedire la deduzione di una forma diagnostica della mascella.
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