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USA e Israele creeranno 'No-Fly Zone' per droni iraniani in Medio Oriente

© AP Photo / Ariel SchalitCaccia F16 delle forze armate israeliane
Caccia F16 delle forze armate israeliane - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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Israele bombarda la Siria da quasi un decennio, presumibilmente tentando di impedire all'Iran e ai gruppi militari sciiti affiliati, in primo luogo Hezbollah, di portare avanti i loro attacchi contro lo Stato ebraico, nonché di ostacolare il trasferimento di armi avanzate alle milizie che operano nella regione.
Stati Uniti e Israele hanno condotto colloqui sull'azione congiunta contro i droni iraniani, in quanto sospettano che la Repubblica islamica stia armando le milizie sciite nella regione, ha riportato Axios mercoledì.
Secondo quanto riferito, l'incontro ha toccato l'istituzione di una cosiddetta "no-fly zone" per gli UAV iraniani in Medio Oriente.
Secondo il rapporto, un gruppo di lavoro interagenzia che si occupa della minaccia di droni iraniani e missili guidati con precisione verso Israele e altri alleati USA si è riunito per la prima volta tre settimane fa, sulla base di un accordo di aprile dei consiglieri per la sicurezza nazionale dei due paesi Jake Sullivan e Meir Ben Shabbat.
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Stando a quanto riportato, la delegazione israeliana ha proposto una struttura di cooperazione regionale che comprenda i paesi arabi minacciati da droni e missili iraniani in modo simile. Il rapporto afferma che il team americano era guidato dal coordinatore del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca per il Medio Oriente e il Nord Africa Brett McGurk, e il team israeliano era guidato dal vice consigliere per la sicurezza nazionale Reuven Ezer, nominando anche alti funzionari statunitensi e israeliani che hanno partecipato ai negoziati.
Citando fonti israeliane, l'outlet ha osservato che il gruppo di lavoro continuerà a riunirsi perché l'amministrazione Biden considera la minaccia dei droni per i soldati statunitensi nella regione una priorità assoluta ed è preoccupato che man mano che la tecnologia si diffonde, la minaccia non farà che peggiorare.
La base aerea di Al Asad, che ospita la maggior parte dei soldati statunitensi in Iraq, è stata regolarmente presa di mira da droni e attacchi missilistici, e i funzionari statunitensi hanno spesso incolpato le milizie sostenute dall'Iran nella regione per gli attacchi. I media hanno riferito in precedenza che un attacco con droni l'8 maggio ha danneggiato un hangar, e due droni armati sono stati abbattuti nello stesso posto il 6 giugno.
A maggio, Israele ha abbattuto un drone mentre si avvicinava allo spazio aereo israeliano nella città nord-orientale di Beit She'an, con l'allora Primo ministro Benjamin Netanyahu che ha successivamente affermato che il drone è stato lanciato dalle forze iraniane dalla Siria o dall'Iraq.
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Un drone è stato fatto volare nel nord di Israele dalla Siria in un evento simile nel 2018, prima di essere abbattuto da un elicottero israeliano. In risposta, le IDF lanciarono una serie di attacchi in Siria contro presunti asset iraniani.
All'inizio di questa settimana, l'ex Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato il nuovo ministro degli Esteri Yair Lapid per il presunto accordo "senza sorprese" con le controparti statunitensi, che secondo quanto riferito prevedo un impegno a informarsi reciprocamente in anticipo sulle azioni pianificate contro l'Iran e il suo programma nucleare.

Guerre per procura in Medio Oriente

Israele sembra essere seriamente preoccupato per la propria sicurezza, dato l'ultimo conflitto con Hamas con sede a Gaza e l'espansione regionale di Hezbollah negli ultimi anni.
Hezbollah ha combattuto decine di schermaglie con l'esercito israeliano, incluso un significativo conflitto contro Israele nel 2006. All'inizio di questo mese, un membro di spicco del consiglio centrale del gruppo ha esortato Israele a evitare di lanciare minacce contro il Libano perché subirà una risposta finora inconcepibile se lo Stato ebraico tenterà di attaccare Hezbollah.
Questa dichiarazione è arrivata in risposta al ministro della Difesa israeliano Benny Gantz che ha messo in guardia il gruppo militante contro qualsiasi tentativo di effettuare attacchi sul suolo israeliano, affermando che "se un attacco viene dal nord, il Libano tremerà".
Diversi razzi sono stati lanciati contro il territorio israeliano dal sud del Libano durante il più recente scontro a Gaza, conclusosi con un tenue cessate il fuoco. Le IDF hanno risposto con artiglieria e attacchi aerei oltre il confine libanese.
This picture taken on 9 March 2021, near the northern Israeli kibbutz of Misgav Am, shows Israeli forces watching the blue line, a demarcation line drawn by the United Nations to mark Israel's withdrawal from southern Lebanon in 2000.  - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
Militari israeliani denunciano razzi sparati dal territorio del Libano
Nel frattempo, il territorio siriano ha subito numerosi attacchi aerei da parte israeliana, che secondo le IDF stava prendendo di mira le milizie sostenute dall'Iran e altri obiettivi militari, presumibilmente usati per contrastare le azioni israeliane nella regione. Mentre Tel Aviv di solito evita di commentare gli attacchi aerei, il capo di stato maggiore delle IDF, il tenente generale Aviv Kochavi, ha affermato a dicembre che l'esercito israeliano ha lanciato numerosi attacchi in Siria mirando a quello che ha definito "trinceramento iraniano" nella Repubblica araba.
Il governo siriano ha ripetutamente invitato la comunità internazionale a denunciare gli attacchi israeliani sia come violazioni del diritto internazionale che della sovranità siriana, ma invano.
A maggio, il maggiore generale iraniano Mohammad Hossein Baqeri, capo di stato maggiore delle forze armate della nazione, ha promesso la disponibilità di Teheran ad assistere la Siria nel rafforzare le sue capacità di difesa, assistere nel processo di ricostruzione e affrontare altre questioni derivanti dalla lotta contro i terroristi ancora attivi nella regione.
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