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Snowden, dopo la morte di McAfee per suicidio: ‘Assange potrebbe essere il prossimo’

© AP PhotoEdward Snowden
Edward Snowden - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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L'informatore statunitense Edward Snowden, commentando la morte dello sviluppatore del software antivirus McAfee, John McAfee, il quale secondo quanto riferito si è suicidato dopo avere appreso della conferma dell’estradizione negli Stati Uniti da parte del tribunale spagnolo, ha dichiarato che Julian Assange potrebbe essere il prossimo.
“L'Europa non dovrebbe estradare gli accusati di crimini non violenti in un sistema giudiziario così ingiusto - e un sistema carcerario così crudele - che gli imputati nativi preferirebbero morire piuttosto che esserne soggetti. Julian Assange potrebbe essere il prossimo. Fino a quando il sistema non sarà riformato, dovrebbe esserci una moratoria”, ha scritto Snowden su Twitter.
In precedenza, il quotidiano El Pais ha riferito che McAfee, 75 anni, è stato trovato morto mercoledì nella sua cella a Barcellona, in Spagna, dove si è suicidato. I medici hanno provato a rianimarlo, ma non sono riusciti a salvarlo. La morte di McAfee è avvenuta dopo che la Corte nazionale spagnola ha approvato la sua estradizione negli Stati Uniti, dove è accusato di evasione fiscale.
McAfee era stato inserito nella lista dei ricercati internazionali dagli Stati Uniti ed era stato arrestato ad ottobre 2020 nell’aeroporto di Barcellona mentre era in viaggio per raggiungere Istanbul. Secondo le accuse mosse contro di lui negli Stati Uniti, McAfee ha guadagnato milioni di dollari dalla promozione di criptovalute, consulenze e dopo aver venduto i diritti per girare un documentario biografico sulla sua vita, ma senza mai aver presentato la dichiarazione dei redditi e versato le tasse.
A metà giugno, McAfee aveva testimoniato dinanzi al tribunale nazionale spagnolo. Durante le udienze ha negato tutte le accuse mosse contro di lui negli Stati Uniti, sostenendo che fossero di natura politica.
Il co-fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è stato arrestato a Londra l'11 aprile 2019 e condannato a 50 settimane di carcere per aver saltato la cauzione nel 2012, quando si era rifugiato all'interno dell'ambasciata ecuadoriana nella capitale del Regno Unito per evitare l'estradizione in Svezia, dove era accusato di violenza sessuale: accusa poi ritirata dal tribunale svedese.
Assange è ricercato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti con l'accusa di spionaggio e frode informatica dopo che WikiLeaks ha pubblicato migliaia di file segreti e informazioni classificate che fanno luce sui crimini di guerra commessi dalle truppe statunitensi in Iraq e in Afghanistan. Se condannato rischia fino a 175 anni di isolamento all'interno di una prigione americana di massima sicurezza.
A gennaio il giudice distrettuale del Regno Unito, Vanessa Baraitser, ha stabilito di non dover estradare Assange, adducendo motivi di salute e il rischio di suicidio nel sistema carcerario statunitense, ma ha deciso che dovrà attendere in carcere l'esito di un ricorso presentato dai pubblici ministeri statunitensi.
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