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Mia, il primo rapace cyborg - Foto

Gipeto  - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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Questa femmina di gipeto ha subito un infortunio che l'ha lasciata senza parte di una zampa. Un team di chirurghi ha progettato una protesi bionica avanzata che gli consente di atterrare, camminare e trattenere la preda.
I genitori di Mia hanno usato la lana di pecora per rinforzare il nido, ma quando una delle fibre si è impigliata nella sua gamba destra, ha cominciato a morire per mancanza di ossigeno. I veterinari hanno amputato la parte inferiore dell'arto, ma l'uccello - uno dei più grandi e rari d'Europa - non riusciva più a trattenere il cibo, cosa che di fatto è diventata una condanna a morte, poiché correva il rischio di morire per malnutrizione.
Fortunatamente, il team di veterinari, guidato da Sarah Hochgeschurz dell'Università di Medicina Veterinaria di Vienna, è entrato in contatto con il famoso chirurgo Oskar Aszmann, considerato il leader mondiale nella creazione di protesi a controllo mentale. Nel 2011 ha creato una protesi bionica per un elettricista austriaco di nome Patrick Mayrhofer, che aveva perso la capacità di usare la mano sinistra in un incidente sul lavoro, ora campione paralimpico di snowboard.
Nel caso di Mia non è stato un compito facile, poiché la prima protesi bionica aviaria doveva essere abbastanza forte e stabile da resistere sia ai forti colpi durante l'atterraggi, sia al peso delle grosse prede che di solito solleva in aria e lancia dall'alto prima di mangiare. Per ottenere ciò, i medici hanno deciso di installare una fissazione metallica all'interno dell'osso del piede, una tecnica nota come osteointegrazione. Nel tempo l'osso cresce nei fili metallici, rendendo la parte di attacco dello scheletro.
Infine hanno collegato il chiodo di metallo con la gamba artificiale in gomma. Sebbene la protesi cilindrica sia priva di artigli, consentirà all'uccello di atterrare più dolcemente e di utilizzare entrambi i piedi per trattenere il cibo.

"L'uccello ha provato a camminare solo tre settimane dopo l'intervento e sei settimane dopo la protesi era già completamente attiva", afferma Aszmann, aggiungendo che Mia è ora in grado di atterrare e camminare su due gambe.

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