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Dopo il Covid ora l'economia globale deve fare i conti con la crisi delle materie prime

Chip - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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Dopo la pandemia ora l'economia globale deve fare i conti con la penuria di materie prime provocata dall'impennata della domanda dopo le riaperture, con lo spettro dell'aumento dell'inflazione.
Non è un caso che lo scorso aprile il governo Draghi, in uno dei suoi primi atti, abbia deciso di mettere in campo il "golden power” per evitare l’acquisizione da parte del gruppo cinese Shenzen Invenland Holdings della Lpe, azienda di Baranzate, nell’hinterland milanese. Si tratta di un’impresa che produce semiconduttori. Merce rara, in questo momento, la cui penuria sta mettendo in crisi diversi settori.
Accaparrarseli è vitale per molte aziende, comprese quelle italiane. Proprio per la carenza di semiconduttori, la Playstation 5, ad esempio, è diventata un vero e proprio “oggetto del desiderio”. La Sony non riesce a soddisfare la domanda a causa della “grande scarsità" di questi ed altri "componenti”.
Ma la crisi di materie prime non riguarda solo l’elettronica. Secondo un approfondimento del Sole24Ore, l’industria globale si trova a fare i conti con una carenza di materiali che non consente di far fronte all’aumento della richiesta da parte del mercato. Dai semiconduttori ai chip, dal caffè al legname, passando per ferro, acciaio e rame.
Secondo Bloomberg, che ha dedicato al tema una lunga analisi, una delle cause del caos sarebbe l’aumento della domanda di beni con le riaperture. Per soddisfare le richieste è partita la corsa all’accaparramento delle materie prime, con conseguente aumento dei prezzi e problemi nella logistica.
È il caso dell’edilizia, che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con l’aumento dei prezzi per rame, polietilene e per l'acciaio da cemento armato, lievitati, in quest’ultimo caso, del 150 per cento rispetto al novembre del 2020.
Il problema dell’aumento dei costi riguarda anche l’industria del caffè. In questo caso, a complicare la situazione, ci sono anche la siccità, che ha determinato cattivi raccolti, e l’instabilità politica in alcuni dei Paesi produttori, che hanno determinato una crescita del prezzo di almeno il 25 per cento.

Anche il Ceo di Tesla, Elon Musk, ha spiegato sui social l’aumento dei prezzi con la “pressione dei costi della catena di approvvigionamento in tutta l’industria”. Nel caso specifico delle auto elettriche si tratta di litio e cobalto, minerali sempre più richiesti, considerando che entro il 2040 la mobilità sarà orientata quasi esclusivamente su questo tipo di veicoli.

La carenza di chip, invece, sta mettendo in difficoltà le grandi aziende di elettrodomestici, che hanno dovuto rallentare la produzione. Addirittura la carenza di materie prime potrebbe creare problemi nell’approvvigionamento di carta igienica. A lanciare l’allarme è la Suzano SA, azienda brasiliana tra i più grandi produttori di pasta di legno.

Il timore ora è che l’ingorgo che si è creato nelle catene di approvvigionamento che mandano avanti l’economia globale, possa tradursi in un aumento dell’inflazione.

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