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Contro la variante Delta servono più vaccini, ma le regioni lanciano l'allarme: "A luglio meno dosi"

© REUTERS / Ciro De LucaVaccinazione, gli operatori sanitari preparano dosi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 presso un centro di vaccinazione a Napoli
Vaccinazione, gli operatori sanitari preparano dosi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 presso un centro di vaccinazione a Napoli - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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Gli esperti invocano un aumento delle vaccinazioni per contrastare la variante Delta, ma da Pfizer arriveranno il 40 per cento di dosi in meno nel mese di luglio.
Più trasmissibili e resistenti alle cure, le varianti Delta e Delta Plus, preoccupano gli esperti. In particolare, come ha spiegato ieri il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, impensierisce l’impatto che potrebbe avere la diffusione della variante tra i non vaccinati.
“Il rischio – ha detto ieri intervistato da Tagadà su La7 - è avere forme più aggressive del virus".
Per mettere all’angolo la nuova variante, conclude quindi Bassetti, l’obiettivo dev’essere l’immunizzazione per l’80-90 per cento della popolazione. Bisogna andare oltre, quindi, il target del 70 per cento dei cittadini vaccinati entro settembre, necessario a conquistare la tanto dibattuta immunità di gregge. L’imperativo, per questo, è andare avanti con le somministrazioni e accelerare il più possibile per evitare nuove chiusure.
Dalle regioni italiane, però, arriva l’allarme sulle scorte di vaccini. Pfizer, secondo quanto riferisce il Messaggero, consegnerà nel mese di luglio soltanto due milioni di dosi di vaccino a settimana, invece di tre.
L’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, assicura che le fiale saranno abbastanza per garantire “il rispetto delle prenotazioni”. Ma “le vaccinazioni dei ragazzi tra 12 e 16 anni”, dovranno slittare per forza alla fine dell’estate.
Confermato per l’inizio di agosto, va avanti l’assessore, il raggiungimento dell’obiettivo del 70 per cento dei cittadini immunizzati, anche se i tagli nelle consegne da parte della Pfizer, l’azienda che produce l’unico vaccino disponibile in Italia per gli under60 assieme a quelli di Moderna e Jassen, dopo lo stop ad Astrazeneca per i più giovani, non sarà privo di conseguenze.
Stessa situazione in Lombardia dove anche il coordinatore della campagna vaccinale, Guido Bertolaso, mette in guardia sui problemi che il calo nelle forniture potrebbe creare, specialmente nelle regioni “più virtuose”.
Un milione di vaccini Pfizer consegnati in tutta Italia - Sputnik Italia, 1920, 23.06.2021
Rischio taglio forniture del vaccino Pfizer a luglio, anche del 50%
Raffaele Donini, coordinatore degli assessori alla Sanità della conferenza delle Regioni, parla di una riduzione delle consegne che nel mese di luglio oscillerà tra il 40 e il 50 per cento. C’è da dire, però, che Pfizer aveva già anticipato una parte delle dosi previste per il mese di luglio.

Secondo gli uffici del commissario all'emergenza, in tutto le dosi di Pfizer e Moderna, previste per il prossimo mese, dovrebbero essere “circa 14,5 milioni”.

La campagna vaccinale, quindi, potrà andare avanti al ritmo di 500mila somministrazioni al giorno. Ma non potrà esserci, complice anche il caso AstraZeneca e lo stop al vaccino Curevac, che non ha superato la sperimentazione, l’accelerazione che i virologi invocano per contrastare gli effetti pericolosi delle nuove varianti del virus
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