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Carenza di chip globale: salgono prezzi di computer e smartphone

Chip - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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La penuria di semiconduttori usati per produrre computer, smartphone e veicoli a motore, sta portando all'aumento dei prezzi e a blocchi significativi della produzione.
La carenza di componentistica elettronica è una emergenza sin dalla prima ondata della pandemia, con le imprese del settore informatico che in breve si sono ritrovati a corto di chip per assemblare nuovi computer e stampanti, acquistati in massa dalle popolazioni confinate in casa.
Il problema si è esteso nel corso del 2020 ed a inizio 2021 anche il settore dell’automotive ne ha risentito, con Stellantis, Audi, Porsche e molte altre case automobilistiche che si sono ritrovate a corto di semiconduttori per completare l’assemblaggio dei veicoli a motore da consegnare ai rispettivi clienti finali.
Il Wall Street Journal ora racconta un fenomeno che già si era verificato lo scorso anno, cioè l’aumento dei prezzi dei prodotti di elettronica. Ma, se lo scorso anno i prezzi di stampanti e computer portatili aumentarono principalmente per una azione speculativa da parte dei distributori finali, questa volta sono le società di produzione ad aumentare i prezzi di listino di computer, stampanti ed anche smartphone.
ASUSTek Computer Inc., ad esempio, ha aumentato il prezzo di un portatile per il gaming di fascia media da 900 dollari a 950 dollari. Lo stesso sta facendo HP con la sua linea di portatili più economica Chromebook, che sono passati a giugno 2021 da 220 dollari a 250 dollari. La HP, in generale, ha aumentato i prezzi dei PC dell’8% e delle stampanti del 20%.
Sempre negli USA, anche la società produttrice di computer Dell starebbe rivedendo i prezzi di listino dei suoi computer desktop e portatili.
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Playstation sparite

La mancanza di semiconduttori non ha portato soltanto ad un aumento dei prezzi che ricadono sul consumatore finale, ma anche ad una completa assenza di prodotti finali dai banconi dei centri di elettronica e dagli shop online.
Ne sanno qualcosa i gamer alla ricerca di una Playstation 5, non si trovano se non con il contagocce.
E sempre in tema di videogiochi, sono a corto di schede grafiche società come Nvidia e Amd produttrice delle Radeon. In alcuni casi le schede grafiche gioco hanno raggiunto i 2.400 dollari. Qui c’entra molto anche l’uso di queste schede per l’estrazione delle criptovalute. Nvidia per scoraggiare il fenomeno ha introdotto un aggiornamento nel firmware di alcune delle sue schede grafiche per impedire il “mining” delle criptovalute.

Quanto durerà la penuria di semiconduttori?

Difficile fare previsioni, ma la penuria potrebbe durare fino al 2022 secondo le stime fatte da più fonti.
I fattori in campo sono molteplici e complessi, e sono stati aggravati dalla pandemia che ha fatto “tracimare il vaso”: alcuni impianti sono rimasti a lungo fermi per lo scoppio di focolai interni, o sono costretti a lavorare a scartamento ridotto per rispettare le norme anti-Covid.
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A monte abbiamo una alta concentrazione della produzione in poche nazioni, in particolare a Taiwan e in Cina. Da sola Taiwan si occupa di produrre almeno il 45% dei chip che servono a livello globale. Per fare un confronto, gli USA producono soltanto il 12% del fabbisogno globale di semiconduttori.
Se a questa estrema concentrazione della produzione in pochi siti si aggiungono le tensioni tra USA e Cina, e quindi l’aumentata domanda di componentistica elettronica, ecco che si comprende come mai si è arrivati a questo punto.

I tentativi di rimediare

In Italia ad Agrate (Monza) sta entrando in funzione un nuovo impianto per la produzione dei wafer di silicio ad uso elettronico. Lo sta costruendo la Stm. Si tratta in realtà di un progetto che nasce nel 2016 con un investimento che sfiora i due miliardi di euro, ma che in questo momento viene visto come una valvola di sfogo per il comparto.
Anche Bosch ha da poco inaugurato un impianto per la produzione di semiconduttori in Germania. L’impianto è stato finanziato anche con fondi pubblici, poiché la loro realizzazione è costosissima, tuttavia appare essere l’unica via da percorrere per aumentare l’offerta in un momento in cui la domanda di semiconduttori è data in crescente espansione, e ben oltre il 2022.
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