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Caos rifiuti a Roma, Magi (Ordine dei medici): "Così si rischia l'emergenza sanitaria"

© Foto fornita da Francesco FigliomeniEmergenza rifiuti a Roma
Emergenza rifiuti a Roma  - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
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Il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, intervistato da Sputnik Italia, lancia l'allarme sull'accumulo di tonnellate di rifiuti in strada: "Rischio dermatiti e salmonellosi".
“La prossima settimana l’Italia in zona bianca si prepara a dire addio alle mascherine all’aperto, ma i romani dovranno tenerle ancora un po’ visti i miasmi che arrivano dai cassonetti stracolmi di rifiuti”. È una provocazione, ma nemmeno troppo, quella che arriva dal presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, che per la terza volta nel giro di due anni si è visto costretto a prendere carta e penna e scrivere alla Raggi, a Zingaretti e al ministro dell’Ambiente Cingolani, per denunciare i rischi per la salute provenienti dalla mancata raccolta dei rifiuti.
Oltre mille tonnellate di immondizia, che in questi giorni restano a marcire sotto al sole per le vie di Roma. Tanto che, secondo il medico, raggiunto al telefono da Sputnik Italia, la Capitale sarebbe “ad un passo dall’emergenza sanitaria”.
— Cosa significa?
Oggi ci troviamo in piena emergenza igienica, se continua così si trasformerà in emergenza sanitaria, con la diffusione di malattie dermatologiche che si possono contrarre attraverso il contatto con l’immondizia.
— Che tipo di malattie?

Beh parliamo di dermatiti da contatto, che si possono sviluppare toccando i rifiuti che vengono abbandonati per ore sotto al sole, ma anche salmonellosi che possono essere trasmesse dagli animali cosiddetti opportunisti.

— — Gabbiani, topi, cinghiali…
- Esattamente, ma anche larve o mosche, che possono diffondere i batteri nelle nostre case o negli ospedali.
— Un po’ come è successo con il Covid?
Non a questo livello. Però, sì, sicuramente il rischio che gli animali si infettino e diffondano alcune patologie c’è.
— Cosa le hanno risposto le istituzioni?
Io ho scritto alla sindaca, al presidente della Regione, al ministero dell’Ambiente e anche al prefetto. L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli attori competenti a risolvere il problema nell’interesse dei cittadini.
Io non cerco responsabili, il mio non è un atto politico, mi batto semplicemente per la tutela della salute dei romani, invitando chi è competente a sedersi attorno ad un tavolo per cercare di trovare una soluzione.
Ieri mattina il ministero della Transizione ecologica ha riunito le parti, ma non ci sono stati particolari sviluppi a causa di un irrigidimento.
— C’è il rischio che la situazione peggiori ulteriormente?
Direi di sì, considerando che ci aspettano giorni di festa, per il santo patrono, e lo sciopero degli operatori ecologici proclamato per il 30 giugno.
— Anche nel 2019 è stato costretto ad intervenire sul tema dei rifiuti, ma perché ci si trova sempre al punto di partenza?
Finora c’è stato un po’ uno scaricabarile. E poi non si è mai trovata una soluzione strutturale. Significa che al primo guasto, come quello al Tmb di Viterbo, o al primo impianto che necessita di manutenzione, o ancora al primo accordo che salta sul conferimento dei rifiuti all’estero o fuori regione, la città piomba nel caos.
Parliamo di tonnellate e tonnellate di rifiuti che si accumulano sulle strade mettendo a rischio la salute dei cittadini. Ora bisogna mettersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione, sia per risolvere l’emergenza nell’immediato, sia per far sì che non si riproponga in futuro.
— Quali sono le possibili soluzioni?
Il prossimo sindaco di Roma per affrontare seriamente il tema rifiuti dovrà sicuramente mettere da parte gli interessi di partito. Le istituzioni devono dimostrare di essere responsabili, come hanno fatto i cittadini durante il lockdown per cercare di uscire dalla pandemia.

Le idee sono diverse, da un piano serio per la differenziata porta a porta, ai Tmb, ai termovalorizzatori, insomma, tutto ciò che serve alla città per essere autonoma sul fronte dello smaltimento. Certo, se non si parte non si arriverà mai ad una soluzione.

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