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Addio alle auto diesel e benzina: ecco da quando saranno vietate

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Il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, annuncia l'addio alle auto diesel e benzina entro il 2040: "In campo 20 miliardi di incentivi per rinnovare il parco veicoli italiano".
La rivoluzione ci sarà nel 2040. È questa la data “x” entro cui non circoleranno più auto diesel o a benzina. A partire dal 2040, infatti, non sarà più possibile per le case automobilistiche, dapprima “omologare” e in seguito anche immatricolare veicoli che non saranno elettrici.
Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, intervistato da Riccardo Luna, direttore del portale Italian Tech, collegato a La Repubblica e al gruppo Gedi, durante lo spazio “Tech Talk”.

“I costruttori hanno capito la strategia, sono dalla nostra parte e stanno accelerando enormemente verso la transizione all'elettrico", ha aggiunto il ministro. Il risultato? “Fra meno di 20 anni – assicura - non avremo più auto con motore diesel o benzina".

Giovannini ha poi annunciato che il governo ha in programma un piano di incentivi da 20 miliardi per “rinnovare il parco veicoli italiano”, che lui stesso definisce “il più vecchio d'Europa”.
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La transizione sostenibile, ha spiegato ancora il ministro passa anche per la cosiddetta “mobilità dolce”. L’uso della bicicletta per gli spostamenti in città o nei tratti brevi, assicura, “sta crescendo”. Il ministero ha in programma studi ad hoc per capire quanti sono i cittadini che intendono cambiare il proprio stile di vita in questo senso e ci sono almeno 600 milioni di euro in campo per nuove piste ciclabili.

Durante il colloquio con Luna, Giovannini ha parlato anche dell’ok arrivato dalla Commissione al Pnrr italiano. Un via libera per nulla scontato, rivela il ministro. “La Commissione europea è stata molto attenta: per ogni analisi c'è uno studio molto approfondito. – ha detto - E il fatto che rapidamente abbia potuto approvare il piano, è un simbolo di come sia stato fatto bene".

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La rivoluzione sostenibile lanciata con i fondi del Recovery, ha annunciato il ministro, riguarderà anche i porti italiani, che grazie ad un contributo di 4 miliardi si trasformeranno in porti green, con “l'elettricità in banchina” per permettere alle navi di “spegnere i motori in porto” e la riduzione “dei tempi di logistica” per limitare l’impatto ambientale .
Anche quella dell’alta velocità al Sud è “una sfida che vinceremo”, è convinto Giovannini, che promette entro cinque anni di portare a casa, grazie ai fondi del Recovery, il tratto “Battipaglia-Tarsia, con un blocco che ci consente di collegare questa tratta con Matera e Taranto”. “Poi – annuncia - collegheremo la Ionica”.
Il secondo step sarà quello di collegare l’alta velocità ferroviaria agli aeroporti: un’integrazione “cruciale”, che sta andando in scena in tutta Europa.
Il futuro della mobilità, infine, passa anche per le “smart road”, pensate per le auto con la guida assistita. “Le stiamo già sperimentando”, ha anticipato il ministro.
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