Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Ddl Zan, ecco cosa c'è dietro lo strappo del Vaticano

© Sputnik . Giampiero Sposito / Vai alla galleria fotograficaIl Papa Francesco tiene la messa di Pasqua alla Cattedrale di San Pietro in Vaticano.
Il Papa Francesco tiene la messa di Pasqua alla Cattedrale di San Pietro in Vaticano. - Sputnik Italia, 1920, 23.06.2021
Seguici su
La preoccupazione per la "libertà di espressione" di sacerdoti e scuole cattoliche e la critica alle prese di posizione troppo "timide" della Cei e della stampa cattolica: così si è arrivati alla nota sul Ddl Zan.
“Sarebbe una follia se con la legge Zan si pretendesse di chiuderci la bocca, di non farci insegnare il catechismo. È una legge che non può essere applicata così com’è”. Sono le parole consegnate al Corriere della Sera dal cardinale Camillo Ruini. Una presa di posizione che rispecchierebbe quella predominante nei sacri palazzi.
In questi mesi, secondo un retroscena firmato da Massimo Franco sul quotidiano di via Solferino, sarebbe aumentata l’insoddisfazione per le dichiarazioni troppo “timide” e poco incisive del presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, e della stampa cattolica.
Così, sarebbe maturato lo “strappo”. Quella nota verbale consegnata all’ambasciatore italiano presso la Santa Sede dal cardinale Gallagher in cui viene chiesta la modifica del Ddl Zan e il rispetto dei Patti Lateranensi.
Oltretevere ci si preoccupa di ritrovarsi con una legge che possa permettere di accusare i sacerdoti di “omofobia” soltanto per l’affermazione delle Sacre Scritture – dove notoriamente non trovano posto le teorie sull’identità di genere -, ma anche di dover fare i conti con l’obbligo per le scuole cattoliche di dover celebrare con iniziative dedicate alla cultura Lgbt la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia.
Insomma, così com’è, notano in Vaticano, il Ddl Zan andrebbe ad “incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa e ai suoi fedeli”.
Per questo da tempo, ricostruisce il Corriere, nei sacri palazzi veniva invocata una reazione netta. Una linea che ha prevalso, rispetto a quella della Cei, che aveva chiesto di “correggere” il Ddl senza però “affossarlo”. E ora la lettera arrivata dal Vaticano sembra destinata ad avere proprio quest’effetto, anche se nei sacri palazzi sostengono il contrario.
Una prima conseguenza, nei fatti, è stata quella di sgretolare le posizioni granitiche di alcuni partiti, con il segretario del Pd, Enrico Letta, che ora si dice disponibile al “dialogo” e a rivedere alcuni “nodi giuridici”. Ad essere d’accordo con il Vaticano non è solo il centrodestra ma anche i cattolici del Pd e di Italia Viva.
Per questo l’esito del voto al Senato sul provvedimento è tutt’altro che scontato. Perplessità si fanno strada anche nelle file dei pentastellati, tanto che, come si legge in un retroscena apparso sul Giornale.it, che cita fonti parlamentari, ad oggi non ci sarebbero i numeri per far passare il Ddl sull’omotransfobia così com’è.
Oggi ad affrontare la questione in Parlamento sarà il premier Mario Draghi, che sempre secondo il Corriere, sarebbe stato informato della mossa della Santa Sede già prima che fosse formalizzata.
Dirà che bisogna valutare “gli aspetti segnalati” dalla Chiesa. La strada da percorrere sembra essere quella del confronto tra le forze di maggioranza per arrivare ad un compromesso.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала