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Commissaria Europea alla Salute, Stella Kyriakides, accusata di aver ricevuto una tangente

CC BY 2.0 / Pietro Naj-Oleari / Stella Kyriakides
Stella Kyriakides - Sputnik Italia, 1920, 23.06.2021
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Perché nessun giornale italiano ne ha parlato? Perché a Bruxelles fanno finta di niente nonostante la notizia sia stata diffusa a Cipro, in Grecia e perfino su un canale della televisione pubblica tedesca? Forse si tratta di una “fake news” così come tante altre che circolano, oppure siamo di fronte a vera e propria diffamazione?
Sto facendo riferimento a uno scandalo, o presunto tale, che toccherebbe la Commissaria Europea alla Salute, Stella Kyriakides, accusata in modo non equivoco di aver ricevuto una tangente dalle aziende farmaceutiche Pfizer e Astra Zeneca con le quali ha firmato i contratti per la fornitura di enormi quantità di vaccini destinati a tutta l’Unione Europea.
Poiché non risulta sia stata aperta nessuna causa per diffamazione e le uniche dichiarazioni arrivate da Bruxelles parlano semplicemente di “notizia falsa”, mi limiterò a riferire dei dati accertati e non contestati che chiunque può ritrovare su internet digitando il nome di quella Commissaria.
Vediamo i fatti:
Il primo a lanciare la notizia all’inizio di maggio è un giornalista ungherese, Miklos Umolnar, attraverso il suo videoblog Feketen feheren. La notizia è poi stata ripresa da giornali greci, ciprioti (la questione è arrivata anche alla Corte dei Conti di Cipro) e da alcuni siti internet italiani di controinformazione. In Germania è stata data all’interno del programma Panorama della televisione statale ARD.
Sul conto corrente cointestato tra la Commissaria e il marito, pochi giorni dopo la firma dell’accordo summenzionato sono stati depositati 4 milioni di euro ufficialmente erogati dalla Cyprus Cooperative Bank, la seconda banca più grande del Paese.
I contratti sottoscritti con Pfizer e Astra Zeneca sono palesemente considerati da tutti meno profittevoli per l’Unione Europea di quelli sottoscritti dalla Gran Bretagna con gli stessi interlocutori. Di là dal prezzo più oneroso per l’acquirente, nell’accordo firmato con Bruxelles non è prevista alcuna data precisa per le consegne, né, ovviamente, possibili penali per il loro eventuale ritardo. I tempi sono lasciati alle “migliori intenzioni” dei produttori. Un’ interrogazione presentata al Parlamento europeo se ciò sia stato fatto di proposito o per evidente incompetenza è tuttora senza risposta.
La dottoressa Kyriakides, prima di essere nominata Commissaria Europa alla Salute è stata per diversi anni presidente di un istituto di ricerca oncologica cipriota e di una ONG europea dal nome Europa Donna – The European Breast Cancer Coalition. Entrambe le organizzazioni erano destinatarie di “sponsorizzazioni” generose da parte delle società “Big Pharma”.
L’ufficio anti-frode dell’Unione Europea (OLAF) interpellato da una testata giornalistica greca non ha negato né confermato l’esistenza di una indagine sull’argomento e ha dichiarato di non poter rilasciare commenti su casi concreti in modo da proteggere la confidenzialità di ogni possibile inchiesta e di un possibile futuro procedimento giudiziario.
Un sito di fact-checking, FACTA, richiesto di verificare la veridicità dei fatti prospettati ha dichiarato: “…nonostante la dinamica descritta sia sostanzialmente corretta, non è ancora possibile parlare di corruzione flagrante…ma il caso non ha al momento prodotto il giudizio di nessun organo giuridico, europeo o cipriota”.
Lasciando ad ogni lettore le proprie valutazioni, posso aggiungere a quanto sopra che, interpellata dalla Corte dei Conti, la Banca cipriota che ha ufficialmente erogato la somma, ha dichiarato che i 4 milioni costituiscono un prestito erogato al marito della Commissaria. Tuttavia non ha saputo precisare né lo scopo dell’elargizione né quali garanzie siano state offerte a fronte del prestito. Non risulta che il marito o la Commissaria abbiano presentato progetti capaci di giustificare l’atto della banca o godano di mezzi propri sufficienti a garantire la restituzione del “prestito”. La Corte dei Conti di Cipro ha giudicato quello stanziamento come “molto problematico”.
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Non è fuori luogo ricordare che la Kyriakides fu deputata a Cipro, capo della delegazione cipriota al Consiglio d’Europa e, in seguito, Presidente dell’Assemblea. Durante il suo mandato fu relatrice nel primo report del Consiglio d’Europa su quali fossero le cure ottimali per le pazienti con cancro al seno. Da deputata aveva approvato la privatizzazione di tutti i centri di cura dei tumori nell’isola. Quel provvedimento aveva però portato a un enorme aumento dei prezzi per tutte le cure oncologiche, tanto che il Parlamento cipriota decise, quasi all’unanimità, di nazionalizzare tutte le cure contro il cancro per ridurre il costo dei trattamenti. Tra i pochi che votarono contro ci fu la deputata Stella Kyriakides.
Tutto quanto sopra potrebbe benissimo trovare spiegazioni legittime che al momento sfuggono (non solo al sottoscritto). Lo stupore nasce dal fatto che, davanti ad un’accusa così grave come quella lanciata contro la Commissaria e, di conseguenza, contro la Commissione Europea, nessuno abbia sentito la necessità di aprire una inchiesta ufficiale o, in alternativa, querelare per diffamazione chi ha lanciato le accuse.
Considerato tutto il parlare che si è fatto da noi sui vaccini, i ritardi nella consegna e i dubbi sull’avvedutezza di chi ha firmato i contratti per conto della Commissione, resta la domanda: perché in Italia nessun giornale mainstream ne ha parlato?
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