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Caso ddl Zan e Vaticano, interviene Draghi: Italia Stato laico, qui decide il Parlamento

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliMario Draghi interviene in parlamento
Mario Draghi interviene in parlamento - Sputnik Italia, 1920, 23.06.2021
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Il presidente del Consiglio interviene sul caso ddl Zan e Vaticano, ristabilendo un punto di equilibrio nei rapporti, ricordando la sovranità e la laicità dell'Italia.
Il ddl Zan ha travalicato i confini per entrare in quelli spirituali ed ha costretto il Vaticano ad intervenire, ma il presidente del Consiglio Mario Draghi ha riportato tutti nell’immanente ricordando che “il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale”.
“Il Parlamento è certamente libero di discutere e non solo. Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per cui ogni norma approvata dal Parlamento rispetta i requisiti costituzionali e gli impegni internazionali, fra cui il Concordato con la Chiesa cattolica. Ci sono controlli preventivi nelle commissioni parlamentari. Ci sono controlli successivi nella Corte costituzionale”, ha detto Draghi intervenendo al Senato.
Con questa motivazione il presidente del Consiglio ha messo a tacere ogni nota di richiamo o pressione, o richiesta da parte di chicchessia sull’iter di approvazione di una legge dello Stato italiano.

E poi l’ex capo della Bce ha ricordato che “la laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, bensì tutela del pluralismo e delle diversità culturali”.

I timori della Chiesa cattolica

La lettera diplomatica inviata dalla Città del Vaticano all’Italia attraverso il nostro Ministero degli Esteri, contiene una preoccupazione circa la libertà garantita alla Chiesa cattolica come previsto dall’articolo 2, comma 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato.
I Patti Lateranensi, infatti, garantiscono alla Chiesa cattolica lo svolgimento della missione pastorale, di evangelizzazione e santificazione, il pubblico esercizio di culto, e così via.
Ma per la Chiesa il ddl Zan limiterebbe proprio alcune delle prerogative previste dai Patti Lateranensi. Il Vaticano teme che le parole dei suoi sacerdoti, religiosi o religiose possano causare loro rischi di natura giudiziaria.
Interessante il punto di vista di Pillon espresso in una intervista rilasciata a Sputnik.
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