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Studio sulle dinastie statunitensi più ricche rivela: non generano ricchezza, la “accaparrano”

© flickr.com / Ryan McFarland10 dollari
10 dollari - Sputnik Italia, 1920, 22.06.2021
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Uno studio rivela che le famiglie più ricche degli Stati Uniti pagano solamente un sesto delle tasse che avrebbero pagato nel 1953 e che il loro contribuito è diminuito ben del 79% tra il 1980 e il 2018. Questo avviene perché coltivano interessi lobbistici e riescono a condizionare la politica, aumentando disuguaglianza e concentrando risorse.
Secondo lo studio intitolato "Silver Spoon Oligarchs: How America's 50 Largest Inherited-Wealth Dynasties Accelerate Inequality” (Oligarchi del cucchiaio d'argento: come le 50 più grandi dinastie ereditarie d'America accelerano la disuguaglianza), lo 0,01% più ricco degli Stati Uniti paga solo un sesto della tassa che avrebbe pagato nel 1953. Infatti, se valutato come una percentuale della loro ricchezza, le tasse pagate dai miliardari americani sono diminuite del 79% tra il 1980 e il 2018.
Un totale di 27 delle prime 50 dinastie nell'elenco Forbes 2020 delle famiglie benestanti, con una ricchezza complessiva di 1,2 trilioni di dollari, erano anche nell'elenco Forbes 400 nel 1983 e, secondo una nuova analisi dell'Institute for Policy Studies (IPS), è la conservazione della ricchezza, non la generazione, che permette a queste famiglie di rimanere così ricche.
Ma secondo l’Istituto sarebbe l’intera struttura fiscale negli Stati Uniti ad essersi mossa a favore dei ricchi nel tempo.
"Le famiglie dinastiche americane, sia vecchie che nuove, stanno implementando una serie di strategie di conservazione della ricchezza per concentrare ulteriormente ricchezza e potere - potere che viene dispiegato per influenzare le istituzioni democratiche, deprimere l'immaginazione civica e manipolare le regole per consolidare ulteriormente le disuguaglianze", si legge nell’abstract del rapporto. "Questa elusione fiscale significa meno supporto per l'infrastruttura su cui tutti facciamo affidamento per preservare la nostra salute, sicurezza e qualità della vita".
Le mancate tassazioni di plusvalenze e proprietà, che i super-ricchi hanno rispetto all’americano medio, comporta la necessità di una maggior tassazione di quest’ultimo per equilibrare le casse nazionali, osserva il rapporto.
"Le famiglie ultra-ricche, in particolare dinasticamente ricche, hanno creato un sistema fiscale a due livelli: un insieme di regole per sé stessi, un altro per tutti gli altri", afferma lo studio.
Secondo l'IPS, la ricchezza delle famiglie dinastiche si è espansa a un ritmo dieci volte superiore a quello delle famiglie regolari. Nei 37 anni trascorsi dalla loro apparizione nell'elenco Forbes 400 nel 1983 e nell'elenco Forbes Billion-Dollar Dynasties nel 2020, il patrimonio totale delle 27 famiglie è aumentato di circa l'1,007%.
In dollari corretti considerata l'inflazione, ciò rappresenta un aumento da $ 80,2 miliardi a $ 903,2 miliardi. In confronto, la ricchezza della famiglia americana media è aumentata solo del 93% in dollari al netto dell'inflazione tra il 1989 e il 2019.

Beneficienza o elusione fiscale?

Una delle strategie più popolari che le famiglie più ricche degli Stati Uniti utilizzano per mantenere il loro status è donare a istituti di ‘beneficienza’ al fine di ridurre i pagamenti delle tasse - dare via del denaro oggi può effettivamente aiutarli a mantenerne di più a lungo termine.
Molte fondazioni istituite dagli ultra-ricchi aiutano i bisognosi, sì, ma l'analisi dell'IPS indica anche che alcune famiglie dinasticamente ricche hanno utilizzato quelle fondazioni per finanziare istituti di ricerca che normalmente sono sovvenzionati dal pubblico e che, grazie a questi, molti gruppi di riflessione promuovono poi politiche a beneficio dei ricchi, prima tra tutte la campagna per grandi tagli alle tasse.
"Le prime 50 famiglie hanno creato più di 248 fondazioni insieme, ospitando più di 51 miliardi di dollari in beni. Mentre molte trasferiscono le entrate tanto necessarie a più ampie organizzazioni di beneficenza di interesse pubblico, altre finanziano gruppi che lavorano per ridurre le tasse sui ricchi e ripristinare le normative che limitano i profitti aziendali", ha aggiunto la ricerca. "Alcuni convogliano milioni in fondi consigliati dai donatori, che possono finanziare la difesa politica del denaro nero e, in alcuni casi, i membri della famiglia li hanno usati per compensare sé stessi".
Mentre alcuni individui estremamente ricchi donano direttamente alle organizzazioni, la maggior parte delle famiglie dinastiche preferisce incanalare la propria filantropia attraverso fondazioni familiari proprie, a causa dei significativi benefici fiscali che ottengono per averle fondate e donare loro su base annuale.
Tuttavia, sempre secondo il rapporto, il denaro trattenuto in alcune fondazioni private utilizzato per fornire denaro in beneficenza "non si sposta affatto tanto velocemente quanto potrebbe".
Al contrario, 248 fondazioni hanno distribuito contributi alle cause a un tasso mediano di appena il 5,7% del patrimonio, giusto al di sopra del requisito legale del 5%, secondo lo studio. Inoltre, 98 fondazioni hanno distribuito contributi con un tasso inferiore al 5%.
Tutto questo senza considerare che i miliardari che non vogliono donare a think tank o enti di beneficenza, spesso danno direttamente a candidati politici, campagne e comitati di azione politica (PAC) che li beneficeranno finanziariamente a lungo termine una volta eletti.
Ci sono poi i cosiddetti ‘Family Office’, cioè quelle società di servizi che gestiscono il patrimonio di una o più famiglie facoltose agendo come centro di coordinamento per la gestione finanziaria e amministrativa. Diverse dinastie scelgono di utilizzare i family office per aiutare a mantenere la gestione patrimoniale all'interno della famiglia, il che può fornire significativi vantaggi in termini di privacy e controllo, come consentire agli ultra-ricchi di perseguire rendimenti più elevati attraverso investimenti più rischiosi.
Secondo il rapporto, attualmente esistono circa 10.000 family office nel mondo, metà dei quali sono stati istituiti negli ultimi 15 anni.

Come migliorare il sistema

Il rapporto si conclude con un elenco di misure possibili e già proposte per la riforma del sistema fiscale, che colmerebbero le lacune nella legislazione esistente. Tra questi ci sono proposte per un'addizionale del 10% per coloro con un reddito annuo superiore ai 3 milioni di dollari, che apporterebbe quasi 660 miliardi di dollari al tesoro in 10 anni, nonché una proposta per una tassa del 3% su ogni dollaro oltre una fortuna totale di 1 miliardo di dollari.
Tra l'altro, le misure citate nel rapporto propongono di limitare la durata dei fondi fiduciari dinastici a livello federale, nonché di vietare le attività di alcuni dei trust che utilizzano scappatoie legali.
Tutto sommato, gli autori concludono che è responsabilità del governo federale intensificare l'azione amministrativa per costringere i ricchi a rispettare le stesse regole dell'altro 99,9% della popolazione.
"Queste tendenze sono allarmanti per la salute di una repubblica che aspira a prosperità e opportunità ampiamente diffuse. Se rimaniamo sulla nostra traiettoria attuale, le famiglie che hanno ereditato la ricchezza eserciteranno un controllo sempre maggiore sulle politiche pubbliche e sul portafoglio pubblico. Ma possiamo scegliere di muoverci in una nuova direzione: attuare politiche economiche che rafforzino la società nel suo insieme, garantendo pari opportunità e dignità a tutti, non solo a pochissimi", conclude il rapporto.
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