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Quella Nazionale italiana di laureati e studenti, agli Europei di calcio

© AP Photo / Pool / Alessandra TarantinoИгроки сборной Италии празднуют свой второй гол во время матча группы А чемпионата ЕВРО-2020 между сборными Италии и Швейцарии на олимпийском стадионе в Риме, Италия
Игроки сборной Италии празднуют свой второй гол во время матча группы А чемпионата ЕВРО-2020 между сборными Италии и Швейцарии на олимпийском стадионе в Риме, Италия - Sputnik Italia, 1920, 22.06.2021
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Nazionale italiana di calcio brava in campo e colta nella vita. Dalle letture, alla passione per il latino alla laurea con lode, ecco gli studiosi nella rosa di mister Mancini.
I calciatori italiani studiano? Sì, e si laureano pure. Molti gli esempi passati e presenti, tra cui Lorenzo De Silvestri, Angelo Ogbonna, tra quelli che hanno indossato la maglia della nazionale italiana, ma anche Dries Mertens e Robert Lewandowski per citare due calciatori stranieri che sono presenti agli Europei di calcio.
Una nazionale con un alto tasso di laureati e di studenti universitari come l’Italia, però, agli Europei 2020 forse non se ne rilevano.
Accanto al capitano Giorgio Chiellini con laurea in economia (109 su 110) e specialistica in Business Administration ottenuta con lode e menzione, troviamo lo studente di Economia Matteo Pessina. Il calciatore autore dell’1 a 0 al Galles è un amante del latino, la sua frase preferita? “Gutta cavat lapidem”, la goccia perfora la pietra. L’ultimo esame dato prima di partire per Coverciano quello di Statistica, non proprio una passeggiata come il 3 a 0 alla Turchia.
Tra i laureandi ci sono anche Giacomo Raspadori e Alex Meret, entrambi iscritti a Scienze Motorie.
Ma la nazionale degli studiosi non si ferma qui. Perché il portiere Salvatore Sirigu è un attivo lettore e uno che non ha avuto difficoltà ad apprendere bene la lingua francese una volta approdato al Paris Saint-Germain.
Federico Chiesa ha invece sorpreso tutti durante la conferenza stampa ultima, quella seguita all’incontro con il Galles, quando i giornalisti inglesi gli hanno fatto domande sulla sua prestazione in campo: è stato il migliore.
Chiesa ha sfoggiato un inglese impeccabile merito del padre Enrico che gli ha fatto frequentare la scuola americana a Firenze, racconta il Corriere della Sera. Non solo, se non fosse diventato il calciatore professionista che oggi conosciamo, da grande avrebbe fatto il fisico, è infatti un appassionato dei misteri dell’Universo.
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