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Meloni contro il ministro Speranza e la gestione della pandemia

© Foto : Agenzia Nova / Marco MinnaManifestazione del centro destra con i leader Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani
Manifestazione del centro destra con i leader Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani - Sputnik Italia, 1920, 22.06.2021
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La leader di Fdi s'accanisce contro il ministro Speranza, al quale non gli perdona nulla sulla gestione della pandemia, nemmeno d'aver deciso di togliere la mascherina dal 28 giugno. Tardivo l'intervento.
Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ancora all’attacco del ministro della Salute Roberto Speranza per quella che lei considera una gestione inefficiente della pandemia.
“Il ministro Speranza annuncia trionfante l'abolizione dell'obbligo di mascherine all'aperto in zona bianca a partire dal 28 giugno. Quanta grazia, Ministro. Siamo tra le ultime Nazioni in occidente ad abolire un obbligo assurdo, privo di qualsiasi fondamento scientifico e il Ministro della Salute ha pure la faccia tosta di rivendicare il risultato”, scrive Meloni sulla sua pagina Facebook.
E quindi l’affondo: “La realtà è che la sua catastrofica gestione dell'emergenza sanitaria ha visto l'Italia tra le Nazioni che hanno il più alto tasso di mortalità da Covid-19, nonostante le restrizioni più stringenti. I numeri parlano chiaro e inchiodano in maniera incontrovertibile il disastro della gestione Speranza”.
Ieri il ministro Speranza aveva annunciato così la fine dell’obbligo di usare le mascherine all’aperto a partire dal prossimo 28 di giugno:
“Dal 28 giugno superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts”.

No al prolungamento dello stato di emergenza

Giorgia Meloni è critica anche a proposito dell’ipotesi di prolungare lo stato di emergenza sanitaria oltre la scadenza del 31 luglio.
Appena sabato scorso Meloni aveva scritto parole dure su questa ipotesi, qualora il governo l’avesse presa in considerazione seria:
“No alla proroga dello stato d'emergenza e cancellazione immediata dell'obbligo di mascherina all'aperto. Dal premier Draghi ci saremmo aspettati una presa di posizione netta su questi due temi ma non è arrivata. Entrambe le decisioni rimangono sospese: la prima viene rimandata a ridosso del 31 luglio, la seconda rimessa ad un parere del Cts”.
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