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Landini (Cgil): “Il lavoro ormai è disprezzato, in Italia a rischio la tenuta democratica”

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Lancia l’allarme il segretario generale della Cgil, dopo la morte del sindacalista Adil Belakhdim, e sollecita una legge anche per i privati, perché il subappaltatore dia garanzie uguali a chi vince l’appalto.
Maurizio Landini racconta In un’intervista a Repubblica di averne fatti tanti di picchetti nella sua vita sindacale, ma di non aver mai visto un camionista forzare un picchetto, travolgere i lavoratori e ucciderne uno, come avvenuto tre giorni fa ai cancelli del deposito Lidl di Biandrate, in provincia di Novara, dove è rimasto ucciso il 37enne Adil Belakhdim.
Per il segretario della Cgil la conflittualità esplosa nel settore della logistica "riguarda tutti", a fronte di uno "sgretolamento delle relazioni sociali".

"La nostra è una Repubblica democratica – è scritto nella Costituzione – fondata sul lavoro. Ma ora domina lo sfruttamento del lavoro, la precarietà del lavoro, l’insicurezza del lavoro. Si è passati dalla tutela del lavoro al disprezzo del lavoro.

Landini cita solo gli ultimi fatti di cronaca: “L’orditoio manomesso su cui lavorava la povera Luana, i sistemi frenanti della funivia di Mottarone anch’essi manomessi, infine la morte di Adil”. Tutti fatti legati dalla stessa logica, per il numero uno dell’organizzazione sindacale.

“Il tempo di vita e di lavoro viene piegato al mercato e al profitto e non alla centralità della persona. Questa assenza di vincoli sociali mette a rischio anche la tenuta democratica di un Paese. Dove stiamo andando?"

Per Landini "una sequenza di leggi sbagliate ha portato al punto in cui ci troviamo: è stata rilegittimata l`intermediazione di manodopera, un tempo vietata; è stata legalizzata la catena infinita degli appalti con la logica del massimo ribasso".
In questa situazione, Landini chiede al governo di eliminare “leggi balorde e innovare, esattamente come ha fatto nel settore pubblico, con il decreto Semplificazioni che vincola l’azienda vincitrice dell’appalto a garantire ai lavoratori delle imprese subappaltatrici gli stessi trattamenti normativi ed economici e l’applicazione del medesimo contratto nazionale di settore. Si estenda tale legge a tutti gli appalti nel privato”.
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