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Uscire dal baratro: l’economia globale crescerà a livelli record

© AFP 2021 / JOHANNES EISELE Borsa di Shanghai
Borsa di Shanghai - Sputnik Italia, 1920, 19.06.2021
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Dopo il crollo dovuto alla pandemia l’economia mondiale potrebbe registrare una ripresa inedita negli ultimi 80 anni, sostengono gli esperti della Banca mondiale.
A guidare questa crescita globale saranno gli USA e la Cina, mentre il PIL russo avrà un impatto minore. Bisogna mettere da parte queste risorse entro il 2025, anno per il quale è prevista la prossima crisi.
Un crollo senza precedenti
Le restrizioni dovute al contenimento del coronavirus hanno paralizzato interi settori. Gli esperti avevano avvertito che il crack finanziario globale del 2008 avrebbe potuto ripetersi. Ma si è prodotto uno scenario ancora peggiore. L’economia ha registrato un crollo mai visto dai tempi della Grande depressione.
Secondo una stima della Banca mondiale, nel 2020 il PIL mondiale ha registrato una contrazione del 3,5%, mentre l’ONU ne ha stimata una del 4,3. La crisi ha colpito anzitutto i Paesi sviluppati i quali avevano adottato misure di rigide serrate.
La Russia ha affrontato la criticità pandemica meglio di molti altri mercati in via di sviluppo. Il Paese, infatti, ha affrontato la pandemia con un basso livello di inflazione e di disoccupazione, mantenendo stabile il settore bancario e garantendo la salute delle riserve finanziarie.
Inoltre, la Russia ha ragionevolmente ridotto le restrizioni dopo le iniziali rigide misure di contenimento. In tal senso è stato d’aiuto il fatto che il settore dei servizi in Russia è meno sviluppato che in altri Paesi.
L’economia mondiale ha perso 3.500 miliardi di dollari, ossia il doppio rispetto al 2008. Entro la fine del 2021 le perdite arriveranno a 7.000 miliardi, sostiene l’OCSE. Questa cifra è comparabile alla somma del bilancio annuale complessivo di USA (4.100 miliardi) e Cina (3.200).
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Rapida ripresa
Dopo il grande crollo gli analisti finanziari prevedono una altrettanto rapida ripresa. Come segnala la Banca mondiale, nel 2021 il PIL globale crescerà del 5,6% grazie anzitutto al “rafforzamento, sullo sfondo della campagna vaccinale in corso, dell’attività economica in diversi grandi Paesi”. In particolare: Cina (+8,5%), India (+8,3%) e USA (+6,8%).
“Negli USA questa ripresa si basa sui significativi aiuti finanziari concessi”, si legge nel rapporto della Banca mondiale.
Nei Paesi a basso reddito la pandemia sta rendendo vani i precedenti traguardi conseguiti nella lotta alla povertà e sta contribuendo a peggiorare ulteriormente il deficit alimentare.
L’economia di USA, India e Russia entro la fine anno tornerà ai livelli precedenti alla crisi.
La Banca mondiale prevede una crescita del PIL russo del 3,2% (nel 2020 si attestava a -3, mentre i livelli pre-pandemici del 2018 e del 2019 erano rispettivamente di +2,8 e +2).
Secondo la Banca mondiale i principali volani di crescita saranno la ripresa della domanda interna e il rincaro degli idrocarburi. Tra i principali ostacoli figura, invece, la lentezza a cui procede la campagna vaccinale. Se la popolazione sarà riluttante alla vaccinazione, la pandemia continuerà. Un altro elemento negativo è costituito dal tema geopolitico che include chiaramente anche le ennesime sanzioni statunitensi. I rischi di tale approccio sono una crisi del mercato dei mutui che genera un peggioramento della qualità degli asset e contestualmente una riduzione delle entrate per gli istituti di credito.
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Secondo la Banca mondiale, il livello di povertà in Russia calerà, ma fino al 2022 sarà comunque superiore ai valori pre-pandemia.
Tuttavia, come sottolineato dagli esperti, i provvedimenti esterni adottati dalle autorità hanno scongiurato l’eventualità di un ulteriore impoverimento della popolazione. Lo Stato ha aumentato gli stanziamenti destinati al supporto dell’imprenditoria e delle famiglie. Inoltre, la Banca centrale russa vanta solide riserve. Gli investimenti anti-crisi sono stati stimati intorno al 4% del PIL, ossia ad oltre 4.000 miliardi di rubli. Questa cifra è riuscita a contenere un ulteriore impoverimento del Paese.
Controllo dell’inflazione
La Banca mondiale osserva che l’incremento del tasso di interesse chiave, deciso dall’ente regolatore, frenerà i ritmi di crescita in Russia, ma consentirà al tempo stesso di controllare l’inflazione. Nella maggior parte dei Paesi che agiscono artificialmente sull’inflazione si prevede un esito positivo nell’attività di controllo di questo parametro finanziario.
Questo accadrà anche in Russia. Nel mese di maggio l’inflazione ha accelerato fino a raggiungere il 6%, valore massimo da 5 anni a questa parte.
“Se non saranno adottate misure per il contenimento dei rischi legati all’indebitamento record, le economie sviluppate potrebbero restare vulnerabili alle fluttuazioni dei mercati finanziari dovute al cambiamento degli umori degli investitori”, avverte la Banca mondiale.
Il Fondo monetario internazionale nel mese di aprile, invece, prevedeva un aumento del PIL russo dal 3% al 3,8%. Anche il Ministero russo dello Sviluppo economico ha stimato una ripresa economica a ritmi analoghi.
L’obiettivo ora è accumulare risorse nei prossimi 4 anni poiché, secondo gli esperti del Centro russo di analisi macroeconomiche e di previsioni sul breve termine, già nel 2025-2026 ci attende un’altra crisi globale.
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