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Svizzera, tribunale condanna ribelle liberiano per crimini di guerra e cannibalismo

© Sputnik . Alexey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaBandierine a Ginevra
Bandierine a Ginevra - Sputnik Italia, 1920, 19.06.2021
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Una legge svizzera del 2011 consente di perseguire gravi crimini commessi ovunque in base al principio della giurisdizione universale. E' il primo caso di condanna
Un comandante ribelle liberiano è stato condannato venerdì in Svizzera a 20 anni di carcere per stupro, omicidio e atti di cannibalismo. La condanna è una delle prime in assoluto per la guerra civile del Paese dell'Africa occidentale.
Il caso riguarda il 46enne Alieu Kosiah, che negli anni '90 aveva combattuto nella fazione ribelle ULIMO con il nome di battaglia "bluff boy", per l'esercito dell'ex presidente Charles Taylor.
Kosiah è stato arrestato nel 2014 in Svizzera, dove era residente, in virtù di una legge svizzera del 2011, che consente di perseguire gravi crimini commessi ovunque in base al principio della giurisdizione universale.

Le accuse

Sull'ex guerrigliero pesano 25 capi d'accusa relativi ad efferati crimini di guerra. Tra gli altri quello di aver divorato il cuore di un uomo. Kosiah è stato condannato per quasi tutte le accuse a 20 anni, il massimo della pena prevista dalla giustizia svizzera.
Durante il processo aveva negato tutte le accuse, rispondendo alla corte di essere stato reclutato per la prima volta nel conflitto.

Il testimone

Contro di lui ha testimoniato il fratello di una vittima, che ha esortato altri liberiani a farsi avanti come testimoni. L'uomo, tuttavia, ha preferito non rendere pubblica la propria identità, lasciandosi rappresentare dalla Ong Civitas Maxima, per il timore di rappresaglie.

La sentenza

Kosiah è stato condannato a 20 anni, il massimo della pena, e all'espulsione dalla Svizzera per 15 anni.
"Nessuna circostanza attenuante è stata presa in considerazione nella sentenza. È stata anche disposta l'espulsione dalla Svizzera per un periodo di 15 anni", si legge nel verdetto riportato da Reuters.
Un portavoce della corte ha chiarito che l'espulsione avverrà dopo aver scontato la pena. Kosiah è stato anche condannato a risarcire sette querelanti, ha aggiunto.
Per Human Rights Watch la sentenza di venerdì un "punto di riferimento".
"L'impegno della Svizzera su questo caso dovrebbe aiutare a mobilitare una maggiore responsabilità in Liberia poiché ciò dimostra che questi crimini possono essere perseguiti. La vedo come un'opportunità", ha affermato l'attivista della Ong, Elise Keppler.
La Liberia ha ignorato le pressioni internazionali per perseguitare i crimini di guerra compiuti durante i due conflitti consecutive tra il 1989 e il 2003, in cui sono stati impiegati migliaia di bambini soldato.
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