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Strage Ardea, la madre del killer ai genitori dei bambini uccisi: "Non mi do né pace né ragione"

© Foto di facebookAndrea Pignani
Andrea Pignani - Sputnik Italia, 1920, 19.06.2021
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Nel giorno dei funerali dei due bambini uccisi nella strage di Ardea, la madre di Andrea Pignani ha scritto una lettera aperta ai genitori di Daniel e David.
"Mi sento impotente davanti alla vostra tragedia e so che non ci sono parole giuste". Queste le parole di disperazione e cordoglio scritte da Rita Rossetti, madre di Andrea Pignani, in una lettera aperta inviata ai familiari dei fratellini Daniel e David Fusinato, uccisi domenica scorsa dal figlio ad Ardea.
"Come madre e moglie sono profondamente addolorata e sconvolta per il gesto folle, efferato e violento di mio figlio, davanti al quale non mi do pace né ragione, come voi", scrive ad inizio lettera, inviata ai genitori delle vittime tramite il Corriere della Sera.
Le sue parole giungono nel giorno dei funerali, che si terranno sabato pomeriggio alle 14 nella chiesa della Regina Pacis ad Ostia. I due bambini di 5 e 10 anni sono stati uccisi per strada, mentre giocavano. Un uomo è morto assieme a loro, Salvatore Ranieri, raggiunto dai colpi di pistola mentre tentava di fare da scudo ai piccoli con il suo corpo. Secondo le ricostruzioni, Pignani sarebbe uscito di casa con l'intenzione di sparare al primo passante sotto tiro.
"Il gesto insano che ha provocato la morte di Salvatore, Daniel e David, anime innocenti - recita il testo, riportato dal Corriere della Sera e dal Messaggero - ha gettato nel dolore e nella disperazione le vostre famiglie e la mia. Come si può arrivare a tanta ferocia? Il gesto di mio figlio non può essere giustificato in alcun modo".
Dinnanzi a questo gesto folle e inspiegabile Rita non chiede scusa perché non ci sono neanche le parole giuste per farlo e scrive di sentirsi impotente.
"Ci sono cose che il tempo non può accomodare, ferite talmente profonde che lasciano il segno e ti cambiano la vita inesorabilmente, perché indietro non si torna". "Permettetemi solo - questa l'unica richiesta di mamma Rita - di stringermi con tutto il mio dolore e quello della mia famiglia tutta, al vostro che sarà lungo e incolmabile".
Ai cronisti, però, si affretta a chiarire che il dolore della famiglia Fusinato "non è la stessa cosa il dolore che proviamo noi rispetto al loro". Vorrebbe essere presente ai funerali, aggiunge, "ma non abbiamo la forza di andare".
Non disconosce il figlio Andrea, confessa ai cronisti. Gli vorrà sempre bene, nonostante quello che ha fatto. Sulla polemica relativa al perché la famiglia non abbia denunciato Pignani, spiega:
"Se ho sbagliato l'ho fatto in buona fede. Se avessi saputo che negli ultimi tempi andava in giro a sparare con la pistola, come dicono, sarei stata io la prima a denunciarlo!".
Pignani ha sparato con la pistola sottratta al padre, una guardia giurata, dopo la sua morte nel 2020. Nello stesso anno aveva tentato di aggredire la madre e per questo era stato accompagnato da un’ambulanza all’ospedale di Ariccia in “stato di agitazione psicomotoria” e sottoposto ad una “consulenza psichiatrica”. La mattina dopo era stato dimesso come “paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato”, senza essere sottoposto a cure psichiatriche.
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