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L'UE conferma: seduta della commissione sul nucleare iraniano in programma il 20 giugno

© AP Photo / Vahid SalemiUn dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran
Un dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran - Sputnik Italia, 1920, 19.06.2021
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Bruxelles ha confermato la ripresa delle trattative nell'ambito della commissione mista sul Piano d'azione globale congiunto (JCPOA) del programma nucleare iraniano domani 20 giugno. Lo si apprende da una nota del Servizio europeo per l'azione esterna.
"I partecipanti continueranno le loro discussioni in vista di un possibile ritorno degli Stati Uniti al JCPOA e su come garantire la piena ed effettiva attuazione del JCPOA", osserva il documento.
Alle riunioni della Commissione mista saranno presenti il vice segretario generale e il direttore politico del servizio europeo per l'azione esterna, Enrique Mora, nonché rappresentanti di Cina, Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e Iran.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (JCPOA)

Il JCPOA è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea. L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.
Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran. In seguito l'Iran ha iniziato a sospendere i suoi obblighi fissati nel documento.

I passi dell'Iran prima delle trattative a Vienna

Alla fine del 2020, l'Iran ha approvato una legge denominata "La misura strategica per la rimozione delle sanzioni", che ha consentito di intensificare la sua produzione di uranio a un livello di arricchimento del 20%, invece del 3,67% precedentemente negoziato, nonché l'uso di centrifughe più potenti che vanno oltre le disposizioni dell'accordo e ha annunciato di essere pronto a limitare le ispezioni dell'AIEA se le sanzioni non dovessero essere revocate.
Prima di assumere la sua carica, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha indicato la sua disponibilità a tornare all'accordo, ma dalla sua inaugurazione a gennaio ha assunto una linea molto più conflittuale, insistendo sul fatto che l'Iran dovrebbe essere la prima nazione ad agire prima che gli Stati Uniti facciano la loro mossa.
Teheran ha invece insistito sul fatto che devono essere gli USA a tornare prima all'accordo, dal momento che è stata Washington ad abbandonare l'accordo unilateralmente.
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