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L'appello di Bonomi dalla Spagna: "Rivedere patto Ue per introdurre un nuovo paradigma economico"

© ConfindustriaPresidente di Confindustria Carlo Bonomi
Presidente di Confindustria Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 19.06.2021
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Il numero uno di Confindustria, al Foro Italia - Spagna di Barcellona, chiede di semplificare le regole del PSC, con l'introduzione di target differenziati per gli Stati e politiche anticicliche, per favorire la ripresa.
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha lanciato un chiaro appello alla Ue per rivedere le regole del Patto di Stabilità e crescita e ripensare il paradigma economico per rilanciare la crescita dopo la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19.

"Le regole europee del patto di stabilità dovranno essere semplificate attraverso l’introduzione di obiettivi, target, chiari da raggiungere, magari differenziati tra gli Stati, invitando i governi a introdurre politiche anticicliche", ha detto intervenendo al Foro Italia-Spagna di Barcellona.

"Dobbiamo imparare - ha detto - dagli errori del passato e introdurre un nuovo paradigma economico che possa favorire la ripresa". Non è più rinviabile "un bilancio permanente" dell’Eurozona. Per questo, precisa, i Recovery Plan saranno un importante banco di prova.

Il Pnrr

Proprio sui piani europei il numero uno di Viale dell'Astronomia formula un'ampia riflessione su un "ripensamento della governance" che sia "maggiormente partecipata" e in grado di "determinare coesione sociale e politica".
Nella fase di redazione Confindustria "ha avuto una buona interlocuzione col governo e questo ha permesso di migliorarlo a nostro giudizio". Per Bonomi si è trattato di un "passaggio doveroso ma non scontato". Necessario, inoltre, nella fase di attuazione "un coinvolgimento delle forze del paese per massimizzare i benefici del piano", anche perché "saranno le imprese a essere coinvolte direttamente e le città a subire le maggiori trasformazioni".

Transizione ecologica e competitività globale

Bonomi si sofferma sul tema della transizione ecologica, sottolineando che l'obiettivo deve essere quello di "fare superare alla commissione un certo atteggiamento ideologico nel parlare di sostenibilità e doppia transizione, che va declinata in tutti gli aspetti, ambientali ma anche economici e sociali".
Il "tema della competitività deve essere considerato centrale", ha precisato, ricordando che "le rivoluzioni industriali hanno dei costi economici e sociali e occorre essere chiari su questi".
Inoltre servono misure per supportare le imprese nel processo di transizione dalla decarbonizzazione verso l'economia circolare.
"Le nostre imprese competono a livello globale con attori che non sempre condividono le ambizioni europee sul clima - ha aggiunto - Questo rischia di creare pericolose distorsioni competitive, di indebolire l'industria europea sul mercato globale e creare depressione economica su interi territori".
La vera sfida sarà la gestione del Pnrr: "Se si fallisce nell’implementazione del Recovery Fund rischiamo di ipotecare il futuro delle prossime generazioni e i ruoli dei nostri paesi sullo scacchiere europeo e internazionale. Non ce lo possiamo permettere", conclude Bonomi.
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