Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il ministro Franco e il Mef frenano l’assalto ai fondi dai partiti famelici

© AFP 2021 / Tiziana FabiDaniele Franco, ministro dell'Economia
Daniele Franco, ministro dell'Economia - Sputnik Italia, 1920, 19.06.2021
Seguici su
Migliaia di richieste per le riforme, per gli incentivi e i decreti. Al Senato tutto l’arco parlamentare ha “strappato” 700 milioni al governo dal Superfondo complementare al Recovery.
Al ministero delle Finanze il titolare Daniele Franco e i suoi dirigenti e funzionari stanno da settimane tenendo alta l’attenzione per evitare che l’euforia legata all’arrivo dei fondi del Recovery possa trasformarsi in un “liberi tutti” guidato dai partiti che vorrebbero sfruttare la spesa finanziata dall’Europa.
Franco, però, non ci sta e difende i conti pubblici ribadendo che c’è un limite “invalicabile” e che bisogna ricordarsi che l’anno scorso il Pil è calato del 9%, quindi non bisogna abbandonarsi a facili ottimismi per il “rimbalzo” del 5% previsto per il 2021.
Il punto principale è che bisogna riprendere la china della riduzione del debito, che va verso il 160% e del deficit all’11%, spiegano nei corridoi del Mef.

Le richieste dei partiti

Dai gruppi parlamentari arrivano le richieste più svariate: nuove assunzioni ai ministeri, fondi per sostenere le riforme e gli ammortizzatori sociali.
Si passa poi a milioni di euro per il superbonus 110%, per i decreti omnibus e per gli incentivi.

Il blitz sul Superfondo

Un primo successo i partiti lo hanno ottenuto in Senato, dove hanno strappato 700 milioni di euro per i loro progetti dal Superfondo anche detto Fondone, che è complementare al Recovery plan.
Questo Superfondo da 30,6 miliardi è stato creato per finanziare il piano nazionale degli investimenti complementari al Recovery plan e a differenza dei fondi europei ha il vantaggio che i soldi sono immediatamente disponibili. Nello stesso tempo, però lo svantaggio è che pesano totalmente sul debito.
L’idea del Tesoro era di usare i 30,6 miliardi per anticipare gli stanziamenti per i progetti in partenza in attesa dei soldi da Bruxelles o per aumentare i bilanci di spesa di alcuni piani non coperti dal Pnrr.
All’interno del Fondone ci sono già l’Alta velocità Verona-Padova e Salerno-Reggio Calabria, il potenziamento del superbonus e gli incentivi al piano Industria 4.0.
Al Senato, però, i partiti, tutti uniti, anche con Fratelli d’Italia, hanno imposto al governo un emendamento per i loro progetti: M5S ha chiesto 135 milioni per la didattica a distanza, il Pd ha chiesto 70 milioni per le piattaforme galleggianti off shore per eolico e fotovoltaico nell’Adriatico. La Lega 115 milioni per progetti contro le polveri sottili.
Forza Italia 300 milioni per il risanamento urbano nei Comuni tra 20 e 100 mila abitanti. Leu richiede 25 milioni peer le ferrovie al Sud. Italia Viva 35 milioni per le flotte navali dello Stretto di Messina e Fratelli d’Italia 20 milioni per evitare il sovraffollamento carcerario.
Lo stesso “assalto alla diligenza” rischia di ripetersi alla Camera dove la richiesta potrebbe essere di 800 milioni di euro.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала