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Euro 2021: Il Regno Unito dovrà rinunciare alle restrizioni Covid per i VIP se vorrà la finale

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaEuro 2020
Euro 2020 - Sputnik Italia, 1920, 18.06.2021
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Il governo del Regno Unito ha annunciato un rinvio di quattro settimane della fase finale della revoca delle misure di blocco COVID-19, inizialmente fissata per il 21 giugno, ma questo non è compatibile con il regolare svolgimento delle partite, ha fatto sapere la UEFA. Ora Dowining Street si trova di fronte a un dilemma.
Modificare il regime di restrizioni limitatamente a calciatori, personale, terne arbitrali, delegati e Very Important Person annesse e connesse alla manifestazione sportiva, oppure rinunciare alle partite compresa la finale prevista a Wembley?
Avendo posticipato il cosiddetto ‘Freedom Day’ (‘Giorno della Libertà’), cioè la quarta e conclusiva fase di sblocco delle restrizioni coronavirus, che sarebbe dovuta iniziare il 21 giugno e che ora è stata invece posticipato al 19 luglio, in tutto il Regno Unito, compreso certamente Wembley, vale ancora il regime a semafori per i viaggiatori provenienti dall’estero introdotto lo scorso 17 maggio.

La situazione attuale è la seguente:

Viaggiatori provenienti da paesi della lista ‘verde’ - necessitano di un test COVID-19 pre-partenza negativo. Sebbene non debbano isolarsi al loro ritorno, sono tenuti a sottoporsi al test PCR il secondo giorno dopo il loro arrivo.
Viaggiatori provenienti da paesi della lista ‘arancione’ – hanno bisogno di un test pre-partenza negativo, devono isolarsi a casa per 10 giorni e sottoporsi a un test PCR nel secondo e ottavo giorno di permanenza.
Viaggiatori provenienti da paesi della lista ‘rossa’ - oltre ad aver bisogno di un test coronavirus pre-partenza negativo, devono sottopongono a quarantena in un hotel per 10 giorni non abbreviabili e poi ottenere un test PCR negativo nei giorni due e otto.

Se ne deduce

Da tutto questo si deduce che, ad eccezione delle squadre di casa (Inghilterra, Galles e Scozia), essendo ogni squadra nazionale che partecipa a Euro 2020 nella lista arancione, a parte la Turchia che è nella lista rossa, tutti i team sarebbero tenuti ad autoisolarsi per un massimo di 10 giorni.
Ovviamente la cosa impedirebbe un regolare svolgimento della manifestazione per cui la UEFA ha proposto al comitato Covid-O del governo di Boris Johnson di esentare per lo meno i VIP da questo regime.

La scelta

Ora però Dowining Street si trova di fronte ad un bivio.
Rifiutare la proposta comporterebbe certamente la perdita della finale ma sarebbe in tutta coerenza con la decisione presa di posticipare le totali riaperture per paura della famosa ‘variante Delta’ proveniente dall’India.
Accettare la proposta significherebbe non solo avere la finale a Wembley e non a Bucarest, dove tali restrizioni non esistono e la UEFA ha già indicato come sostituta, ma vorrebbe dire anche ingraziarsi la benevolenza della FIFA che deve decidere a chi assegnare i mondiali 2030, alcuni osservatori hanno fatto notare. D’altra parte però i cittadini comuni potrebbero dire “e perché a loro sì e a noi no?”.
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