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Nutriscore, pericolo per dieta mediterranea ed eccellenze Made in Italy

CC BY-SA 4.0 / The RedBurn / Nutriscore
Nutriscore - Sputnik Italia, 1920, 17.06.2021
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Non esistono alimenti buoni o cattivi, quello che conta sono le diete e le etichette non dovrebbero demonizzare alcuni prodotti, bensì informare i consumatori. Questo è l’approccio dell’agroalimentare italiano contro il sistema nutriscore, il quale mette in discussione la dieta mediterranea e le eccellenze del Made in Italy.
Il sistema di etichettatura nutriscore con la valutazione dei prodotti alimentari con un semaforo che va dal rosso al verde rappresenta una minaccia per svariati prodotti italiani, come ad esempio per l’olio extra vergine d’oliva, a cui è stato assegnato il bollino arancione, cioè di “prodotto da limitare”.
L’agroalimentare italiano non ci sta e lotta unito contro le direttive di Bruxelles chiedendo etichette informative concentrate sull’educazione alimentare e su una dieta bilanciata. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.
© Foto : Massimiliano GiansantiMassimiliano Giansanti
Massimiliano Giansanti - Sputnik Italia, 1920, 17.06.2021
Massimiliano Giansanti
— Presidente Giansanti, quali sono i rischi del sistema di etichettatura nutriscore?
Il primo è che il Nutriscore fornisca in qualche modo il via libera ai cibi sintetici nel grande mercato europeo. Se uno di questi prodotti rischia il semaforo rosso, basta modificarne gli ingredienti e il gioco è fatto. Con l’etichetta a semaforo si rischia di essere indirizzati verso sintetici con pochi grassi e pochi zuccheri. Insomma un cavallo di Troia per eliminare le nostre eccellenze e, mettendo in discussione la dieta mediterranea.
Altro punto è che non vengono indicate le porzioni medie degli alimenti, ma esclusivamente il contenuto per cento grammi. Ciò crea un’evidente confusione nei consumatori come nel caso del nostro extravergine d’oliva: un cucchiaio pesa 10/12 grammi…ma chi condirebbe la propria insalata con 9 o 10 cucchiai? Sembra di essere tornati alle liste dei buoni e dei cattivi, ma gli alimenti non possono essere classificati così: tutto, in giusta misura, può essere inserito in una dieta sana.
— In che modo il nutriscore rappresenta una minaccia per i prodotti made in Italy?
E’ proprio il sistema con cui è stato concepito che non funziona. Classificare i prodotti destinati all’alimentazione esclusivamente sulla base dei contenuti di sale, grassi e zuccheri, senza riferimenti alle quantità normalmente consumate e al regime alimentare che si segue, significa, come avviene ad esempio in Gran Bretagna, bollare con il semaforo rosso le eccellenze del Made in Italy agroalimentare (dai formaggi ai prosciutti e all’olio d’oliva) e il verde ai soft drink senza zucchero. Una dieta sana ed equilibrata, proprio come quella mediterranea, prevede cibo variato e in giusta misura.
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— Su quali fattori si basa il nutriinform, la risposta italiana al nutriscore?
Sull’equilibro e sulla sana e corretta alimentazione. E’ un’etichetta che ti dice, in modo semplice, l’esatta quantità di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale contenuti nell’alimento che stai per acquistare e la percentuale del tuo fabbisogno giornaliera che ricoprono. Recentemente abbiamo organizzato insieme ad Agronetwork, l’associazione di promozione dell’agrindustria, costituita insieme a Nomisma e LUISS, proprio con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy, un evento sull’etichettatura. Dall’indagine effettuata da Format Research sono emersi dati interessanti: il primo canale attraverso cui ci si informa circa le proprietà nutrizionali degli alimenti sono le etichette e il 75,5% dei consumatori ritiene che, per essere in salute, è necessario avere una dieta varia e completa senza eliminare completamente dalla propria tavola gli alimenti con alti contenuti di grassi, sodio o zuccheri ma dosandoli in modo bilanciato con gli altri alimenti.
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— Dal vino dealcolato alle etichette che demonizzano la dieta mediterranea: le direttive europee spesso remano contro l'Italia e contro le sue eccellenze. Come dovrebbe affrontare questa sfida l'Italia?
Le sfide vanno sempre affrontate come opportunità. E’ indiscutibile che le eccellenze enogastronomiche italiane siano un successo indiscusso a livello globale, tanto da nutrire un enorme mercato di contraffazione. Se, però, nel mondo si mangia molto più cibo italiano immaginario che originale, ciò vuol dire che la buona tavola italiana ha ancora ampi margini di crescita per far volare il nostro export agroalimentare, conquistando spazi occupati dal falso made in Italy, che comunque va combattuto con forza a livello europeo e mondiale.
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