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Ema su vaccinazione eterologa: strategia ok ma dati limitati

© AP Photo / Peter Dejong Il quartier generale dell'EMA ad Amsterdam
 Il quartier generale dell'EMA ad Amsterdam - Sputnik Italia, 1920, 17.06.2021
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Il parere dell'Ema sul mix di vaccini contro il coronavirus è tiepido, non si sbilanciano più di tanto perché mancano dati sufficienti e quindi lasciano che i paesi UE facciano.
Sulla vaccinazione eterologa, cioè sul mix dei vaccini a vettore virale e ad mRna, ci si mette lievemente di traverso l’Autorità europea sui farmaci (Ema), secondo la quale può essere una buona strategia ma i dati clinici disponibili sono limitati.
“L'approccio del mix di vaccini” contro Sars-CoV-2 tra prima e seconda dose “è stato adottato con successo in passato ed è ben noto che mixare i vaccini spesso ha come esito una migliore risposta immune”, esordisce l’Ema come riportato dall’Adnkronos.
Tuttavia con i vaccini Covid-19 “abbiamo evidenze limitate, anche se alcuni studi preliminari hanno mostrato che la risposta immunitaria sembra essere soddisfacente e non stanno emergendo particolari problemi da un punto di vista di sicurezza. Quindi potrebbe essere una strategia da adottare ma certamente le evidenze sono limitate ed è importante che raccogliamo più informazioni e monitoriamo attentamente” la situazione, afferma l’Ema prudente attraverso le parole di Marco Cavaleri, il responsabile vaccini e prodotti terapeutici per Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco, che oggi ha partecipato al periodico briefing con la stampa internazionale.

Ema in un ruolo non facile

L’Ema si trova in una situazione difficile dato il suo ruolo di autorità e Cavaleri lo confida senza problemi:
“Dal punto di vista di Ema non è facile al momento uscire fuori con una raccomandazione clinica anche perché non è chiaro se” le società farmaceutiche che hanno vaccini autorizzati “sono interessate a presentare qualche richiesta di cambiamento nelle informazioni di prodotto”, ha riferito il responsabile.

La posizione Ema su AstraZeneca e Janssen

Cavaleri dice esplicitamente che “siamo ancora in pandemia” quindi “è importante usare tutte le opzioni disponibili”, compresi i vaccini contro i coronavirus delle case farmaceutiche AstraZeneca e Janssen, i quali ricorda essere “approvati e hanno un rapporto rischio beneficio positivo da 18 anni in su”.
Riconosce, però, ai singoli Stati la facoltà di destinare i vaccini alla popolazione che ritengono più opportuno, su questo l’Ema non mette bocca.
Nel frattempo l'Unione Europea deve fare i conti anche con la defezione del vaccino tedesco CureVac, del quale la Commissione Ue aveva opzionato alcune centinaia di milioni di dosi che non arriveranno.
Matteo Bassetti, infettivologo, primario dell’ospedale San Martino di Genova - Sputnik Italia, 1920, 15.06.2021
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