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Blocco licenziamenti, sindacati pronti a scendere in piazza. Ma Orlando esclude la proroga

© Foto : CGILUn flash mob dei lavoratori Whirlpool a Roma, 27 maggio 2021
Un flash mob dei lavoratori Whirlpool a Roma, 27 maggio 2021 - Sputnik Italia, 1920, 17.06.2021
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La maggioranza fatica a trovare una linea comune sul blocco dei licenziamenti che scadrà il prossimo 30 giugno. I sindacati chiedono la proroga fino al 31 ottobre e annunciano una mobilitazione nazionale in tre città italiane.
Sulla proroga del blocco dei licenziamenti continua il pressing dei sindacati sul governo. Ieri il segretario della Cgil, Maurizio Landini, intervistato da La Stampa, ha detto di essere pronto ad utilizzare “tutti gli strumenti” per raggiungere l'obiettivo di estendere la misura in scadenza il prossimo 30 giugno.
Per convincere l’esecutivo ad aprire un tavolo sulla proposta di rinviare lo sblocco al prossimo 31 ottobre, magari con l’adozione di uno specifico emendamento, Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza il 26 giugno per tre manifestazioni nazionali a Torino, Bari e Firenze.
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 05.06.2021
Landini (Cgil): "Il blocco dei licenziamenti deve continuare fino a ottobre"
Nel frattempo proseguono le trattative con le forze politiche di governo. Landini nei giorni scorsi ha discusso la questione con una delegazione di Italia Viva, uno dei partiti di maggioranza, assieme a Forza Italia, favorevoli a sollevare il blocco a fine giugno. "Abbiamo chiesto di sostenere gli emendamenti che abbiamo avanzato per fare sì che ci sia una proroga per tutti”, ha raccontato il leader della Cgil a La Stampa.
Alle imprese i sindacati propongono di continuare ad utilizzare la “cassa ordinaria”, mentre bocciano l’idea della proroga selettiva che, spiega Landini, assicura protezione soltanto ai lavoratori di determinati comparti.
Lavoro in fabbrica - Sputnik Italia, 1920, 08.06.2021
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Parallelamente il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, come si legge su Affari Italiani, ieri ha incontrato il gruppo parlamentare della Lega. Alla fine del faccia a faccia ha parlato di “sensibilità” da parte dei leghisti “rispetto alla prospettiva di perdere decine, centinaia di migliaia di posti di lavoro”.
Il ministro leghista dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, come quello del Lavoro Andrea Orlando, del Pd, avevano proposto una proroga selettiva della misura, per proteggere quei settori che ancora stentano a ripartire.
E oggi ai microfoni di Rai1 Orlando ha ribadito di escludere l'ipotesi di una "proroga generalizzata". "Non credo - ha chiarito, citato dal Messaggero - ci saranno le condizioni".
"Tutto ciò che può aiutare a integrare e implementare gli strumenti già individuati, - ha sottolineato il ministro - credo sia positivo". I prossimi mesi, ha quindi annunciato, non saranno "rose e fiori". "Sicuramente ci sarà un impatto negativo", ha ammesso, ma, ha aggiunto, "quanti più strumenti avremo per consentire alle imprese e ai lavoratori di gestire questo passaggio tanto meglio sarà".
Per il M5S e per Leu, però, questa non può essere una soluzione. “Ora non si può fare, non funziona. Vanno considerate le filiere integrate. Stiamo riaprendo, ma siamo ancora in una fase mista, di ripresa a macchia di leopardo. Eventualmente, meglio in un prossimo futuro, utilizzando il criterio del calo del fatturato”, ha detto l’ex ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, allo stesso quotidiano online.
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Ma tra i grillini c’è anche chi sposa la linea della proroga per settori. “Non possiamo ingessare fino a ottobre un settore come l’edilizia, che anche grazie alle nostre misure sta ripartendo, o alcuni rami della manifattura che hanno ripreso a correre”, dice ad Affari Italiani un deputato del M5S.
Draghi, dal canto suo, non chiude a nessuna ipotesi, a patto che ci sia un accordo ampio. Nel frattempo la richiesta dei sindacati (e di parte del M5S) è anche quella di concentrarsi “sulla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”.
E pure il capo della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ribadisce che lo sblocco dei licenziamenti a luglio "determinerà una situazione sociale ingestibile”. “Bisogna trovare una soluzione – è l’appello del sindacalista - per prolungare la moratoria”.
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