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Ora l'UE vuole un virologo europeo per gestire le pandemie

© AFP 2021 / JOHANNA GERONLa presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen
La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen - Sputnik Italia, 1920, 16.06.2021
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La Commissione europea ha diffuso una comunicazione contenente gli insegnamenti appresi dall'epidemia di Covid e le strategie per contrastare le prossime epidemie. Entro il 2021 arriverà un virologo europeo e un "nuovo sistema di raccolta delle informazioni".
Ad un anno e mezzo di distanza dalla scoperta del primo caso di Covid in Europa, la Commissione europea fa il punto sulla pandemia, mettendo nero su bianco insegnamenti appresi e le strategie per contrastare le prossime emergenze sanitarie.
Tra queste c’è anche la nomina, che potrebbe arrivare entro la fine del 2021, di un epidemiologo europeo, che sarà a capo di un’apposita struttura di governance.

Un Anthony Fauci europeo, insomma, che avrà il compito di sintetizzare le varie posizioni e offrire “pareri scientifici più chiari e coordinati” che “agevolerebbero le decisioni politiche e la comunicazione al pubblico”.

Anche il “sistema europeo di raccolta delle informazioni sulle pandemie”, scrive la Commissione, deve essere ottimizzato entro il 2021 per rendere più efficiente l’individuazione dei “rischi sanitari” e delle “risposte”. “L'UE – si legge sul sito della Commissione - dovrebbe assumere un ruolo guida negli sforzi volti a progettare un nuovo e solido sistema di sorveglianza globale basato su dati comparabili”.

Tra le proposte, c’è anche quella dell’istituzione di un “quadro per l'attivazione dello stato di emergenza pandemico” e di una “Unione sanitaria europea” per coordinare la risposta alle crisi. “Il coordinamento tra le istituzioni dovrebbe essere rafforzato e i metodi di lavoro ottimizzati”, scrive la Commissione UE.

Gli sforzi delle istituzioni europee si concentrano anche sulla costruzione di “partenariati tra pubblico e privato” per “garantire il flusso di apparecchiature e medicinali essenziali” e “catene di approvvigionamento più solide”.
Turista in viaggio - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
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Per questo, entro il 2022 è prevista la creazione di una Autorità dell'UE per la “preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie”. Infine, l’UE si impegna ad assicurare una “costante capacità produttiva per 500-700 milioni di dosi di vaccino all'anno” e ad aiutare gli Stati membri a rafforzare i rispettivi sistemi sanitari.

"Dobbiamo trasformare questa crisi inedita in un'opportunità per ricostruire sistemi sanitari più solidi”, ha ribadito nel corso della presentazione la commissaria UE per la Salute, Stella Kyriakides.

“L'insegnamento fondamentale tratto dalla crisi della Covid-19 – ha sottolineato – è la necessità di trasformare le soluzioni ad hoc utilizzate per affrontarla in strutture permanenti che ci consentano di essere meglio preparati in futuro”. “Gli interventi di emergenza – ha aggiunto – devono mutarsi in capacità strutturali”.
"La risposta globale dell'UE alla pandemia non ha precedenti ed è stata fornita in tempi da primato, fornendo una dimostrazione dell'importanza di lavorare congiuntamente in Europa”, ha concluso la presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen.
“Ma abbiamo anche capito – ha ammesso – cosa ha funzionato bene e dove potremmo invece fare meglio in future pandemie”. “Dobbiamo ora trasformare questi insegnamenti in cambiamenti", ha spiegato.

Nel documento della Commissione, infine, c’è anche un atto di accusa alle autorità cinesi, incolpate di aver “esacerbato” la situazione attraverso “la mancanza – o soppressione – della condivisione di informazioni all'inizio dell'epidemia".

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