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Consob: bitcoin è un pericolo per il risparmio? Ecco le vere parole di Savona

Bitcoin - Sputnik Italia, 1920, 15.06.2021
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Le criptovalute- una realtà fattuale che non si può vietare, ma che si deve studiare e regolamentare. Queste alcune delle osservazioni della Consob nella Relazione annuale 2020.
Il presidente della Consob, il professore Paolo Savona, presentando la Relazione annuale dell’autorità di controllo dei mercati finanziari ha dedicato un’ampia sezione alle innovazioni finanziarie dovute alla tecnofinanza.
Il tema centrale sono state le criptovalute e il bitcoin. In molti avranno letto dell’attenzione posta sul bitcoin e in accezione negativa, ma in realtà il discorso del professor Savona è stato molto più ampio e ha invitato gli Stati, e nella fattispecie il Legislatore italiano, ad occuparsi della materia non per ostacolarla o reprimerla, ma anzi afferma:
“Nelle attuali condizioni, le autorità possono intervenire divenendo parti attive nell’infosfera, ossia utilizzando anch’esse i vantaggi delle tecniche digitalizzate”.
Ed infatti alle autorità invia il seguente messaggio molto chiaro:

“La loro azione [delle autorità di regolamentazione, NDR] risulterà più efficace se cooperano tra loro ma, per raggiungere lo scopo, devono comprendere innanzitutto i limiti e le possibilità nell’uso delle nuove tecnologie che la Scienza dei dati e quella delle reti va sviluppando a ritmi incalzanti. Alle condizioni che si sono affermate sul mercato, i soli ammonimenti sui rischi corsi dai risparmiatori o le stesse proibizioni risultano inefficaci”.

Insomma, care istituzioni studiate e fatevi aiutare dagli esperti. Dov’è finito, ad esempio, il Gruppo di esperti dedicato alla blockchain istituito dal Mise?

Il Genio è uscito dalla lampada

Il professor Savona dice che “l’informatica finanziaria è una lampada prodigiosa dalla quale è uscito il Genio” e non saranno certo le autorità a rimettercelo dentro.
“Le autorità non riusciranno a riportarlo dentro, perché esso agisce nella sfera immateriale (o infosfera) controllabile solo cambiando protocollo di scambio delle informazioni, ossia frammentando l’unità del mercato mondiale e così riducendo il saggio di competitività internazionale”.

Quindi il rischio

Al netto di ciò, il professore Savona osserva una condizione di rischio potenziale sull’intero comparto dei prodotti monetari e finanziari digitali, e soprattutto criptati.
Il rischio è che i nuovi comparti del mercato evolvendo rapidamente possano ripetere “l’esperienza antecedente la crisi del 2008, quando i contratti derivati si svilupparono fino a raggiungere una dimensione di dieci volte il PIL globale, assumendo forme complesse che ricevettero un rating elevato”.
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