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Caso Marò, la Corte indiana chiude il caso, ma la moglie di Latorre accusa vertici militari

© AFP 2021 / VINCENZO PINTOBan Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
Ban Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - Sputnik Italia, 1920, 15.06.2021
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Chiuso in India il procedimento a carico dei fucilieri italiani della Marina militare, ma in Italia la loro vicenda sembra tutt'altro che conclusa.
La Corte suprema indiana ha chiuso i procedimenti giudiziari a carico dei due militari della Marina militare italiana Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i militari che spararono e uccisero due pescatori indiani nel 2012 nell’ambito della loro attività di supporto a bordo delle navi civili italiane contro atti di pirateria.
L’informazione è stata riportata dal The Hindu, scrive l’ANSA.
“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”.
Sono le parole scritte dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Twitter.
La moglie di Latorre, però, si sfoga e afferma:
“Da 9 anni sono costretta a parlare a nome di mio marito. A lui è stato fatto esplicito divieto di parlare pena pesanti sanzioni. Non può nemmeno partecipare a qualsiasi manifestazione pubblica. È vincolato al segreto. È ora di chiedersi perché le autorità militari vogliono mantenere il segreto su ciò che sa e vuol dire. Quello che so è che per la politica italiana siamo stati carne da macello. Presto Massimiliano si presenterà alla procura di Roma”.
Così riporta l’ANSA le parole della moglie di Latorre, che sembrano preludere all’avvio di un nuovo capitolo della vicenda, questa volta tutta in Italia.

Procedimenti chiusi dopo il pagamento dell’Italia

L’Italia ha pagato 1,1 milioni di euro alle famiglie dei pescatori e in questo modo ha chiuso i procedimenti penali pendenti in India a carico dei due militari.
Lo scorso 19 aprile la Suprema corte aveva rinviato l’ordine di chiusura dei procedimenti poiché i soldi risultavano inviati ma non ancora arrivati.

La decisione dell’AIA

La questione era arrivata fino al tribunale internazionale dell’AIA, il quale nel luglio del 2020 aveva riconosciuto l’immunità funzionale dei due fucilieri della Marina italiana, ed aveva stabilito per le famiglie dei pescatori un risarcimento che l’Italia avrebbe dovuto pagare.
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