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Variante Delta, Pregliasco a Sputnik: "Possibili nuove zone rosse, sì a quarantena per arrivi da Gb"

Fabrizio Pregliasco - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
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Sputnik Italia fa il punto sulla variante "Delta" con il virologo dell'Università degli Studi di Milano, che mette in guardia: "C'è il rischio di una inefficacia del vaccino, necessario isolare chi arriva dal Regno Unito per evitare la diffusione".
Si trasmette fino al 60 per cento più facilmente rispetto alla variante inglese e sembra capace di “bucare” il vaccino, come è accaduto a Milano, dove a contrarre la variante “Delta” del Covid è stato un uomo che aveva già completato il ciclo vaccinale. Proprio la diffusione incontrollata di questa mutazione del virus ha fatto impennare la curva dei contagi nel Regno Unito, dove il premier Boris Johnson ora sembra costretto a rinviare di almeno un paio di settimane il “liberi tutti” previsto per il prossimo 21 giugno.
E dopo il focolaio in una palestra milanese, la variante indiana fa paura anche qui, con il governo che sta valutando la quarantena per chi arriva da Oltremanica. Sputnik Italia ha fatto il punto con Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi.
— C’è il rischio di una nuova impennata dei contagi collegata alla variante indiana anche in Italia?
Il rischio di un’inefficacia parziale del vaccino c’è, anche se la vaccinazione, come si è visto in Inghilterra, evita comunque le forme gravi e resta quindi importante e determinante. È chiaro che non c’è una protezione totale dall’infezione e quindi può esserci una diffusione del contagio da parte di una persona vaccinata, che però non contrae la forma clinica più pesante.
In più, questa variante ha anche un rischio di ospedalizzazione maggiore di 2,6 punti rispetto alle altre, per cui queste riaperture dobbiamo ancora guadagnarcele. Insomma, non è finita qui.
— Si riferisce alla possibilità di nuovi lockdown?
Magari zone rosse, un po’ come in Sicilia. Sicuramente dovremo sviluppare al meglio la capacità di individuazione e tracciamento dei focolai in modo da poter arginare anche i fuochi più piccoli. Siamo riusciti a bloccare l’incendio principale, ora però ci sono dei piccoli roghi che vanno arginati.
— Introdurre la quarantena per chi arriva dal Regno Unito ci costerebbe molto in termini di impatto economico sul turismo, pensa sia giusta l’ipotesi avanzata dal governo in questo senso?

L’isolamento è un elemento importante e purtroppo necessario in questa fase, altrimenti si rischia una diffusione molto veloce.

Lo abbiamo visto in Inghilterra dove l’85 per cento delle sequenze è legato proprio a questa variante.
— Il caldo non ci aiuterà ad abbassare la curva dei contagi?
Il caldo sicuramente non facilita la diffusione del virus. Però è chiaro che più contatti abbiamo e più abbiamo la possibilità di infettarci, in termini di probabilità. Quindi, in questa fase, ogni contatto interumano va considerato a rischio di infezione. O meglio, il rischio singolo è bassissimo, ma se si aumentano le interazioni in modo esponenziale il pericolo aumenta.
Dopo la morte di Camilla Canepa si è riaperto il dibattito sul rapporto rischi benefici relativo alla vaccinazione dei giovani, lei cosa ne pensa?

Il vaccino nei giovani serve. A questo punto dobbiamo però passare da una vaccinazione di massa ad una vaccinazione 2.0, più personalizzata e valutata e con una maggiore prossimità. Questa può essere una strada, ma allo stesso tempo sono convinto che i giovani debbano essere vaccinati.

— In alcuni Paesi europei, però, viene raccomandata la vaccinazione solo per i ragazzi a rischio, condivide?
Questo sicuramente è giusto. Ma sono dell’idea di estendere questo discorso anche a chi ha problematiche e fattori di rischio in famiglia.
— Che ne pensa della combinazione tra vaccini diversi per i richiami del vaccino AstraZeneca, ci sono rischi?

No, anzi. C’è uno studio spagnolo, seppur limitato, che dice che il risultato è addirittura migliore combinando i due vaccini.

— Tanti sono rimasti spiazzati dalla decisione del governo di vietare la somministrazione di Vaxzevria, si cambierà ancora idea su questo vaccino?
È comprensibile. Quello che posso dire è che si va avanti consolidando le informazioni per mantenere alta l’attenzione e garantire massima sicurezza.
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