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Sudan, scarcerato l'imprenditore italiano Marco Zennaro. Ma resta ai domiciliari

© Foto : Facebook Nicola PellicaniMarco Zennaro
Marco Zennaro - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
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Scarcerato dopo 75 giorni l'imprenditore veneto coinvolto in una controversia con una società sudanese. Ma non potrà ancora fare ritorno in Italia.
Dopo un’Odissea durata 75 giorni è stato scarcerato oggi l’imprenditore veneziano Marco Zennaro, arrestato in Sudan lo scorso marzo per un contenzioso con una società locale. Da questa mattina, come riporta il Corriere della Sera, il 46enne italiano si trova in un albergo di Khartoum ma ancora non può lasciare il Paese.
Le accuse di frode formulate nei suoi confronti, infatti, restano in piedi. Ma almeno il governo sudanese ha ascoltato le richieste della famiglia e dell’ambasciatore Gianluigi Vassallo, che chiedevano il trasferimento dell’imprenditore ai domiciliari.
Zennaro è stato arrestato a metà marzo, quando era arrivato in Sudan per risolvere una controversia che coinvolgeva la sua azienda, la Zennaro Trafo, che opera da oltre un ventennio nel Paese africano.
Al centro delle accuse della Al Gallabi, concessionaria locale dell’azienda veneta, c’era la qualità di alcuni trasformatori oggetto di una fornitura di circa un milione di euro per la Sudanese Electricity Distribution Company, giudicati difettosi.
L’imprenditore era stato sequestrato all’aeroporto da alcuni militari. La questione sembrava poi essersi risolta con un risarcimento di 400mila euro alla società sudanese. E invece al momento di ripartire per l’Italia Zennaro era stato nuovamente bloccato per una nuova denuncia della Sedc.
La compagnia sudanese, e in particolare uno dei finanziatori della Gallabi, Abdallah Ahamed, militare vicino al governo, ha alzato la posta pretendendo circa 800mila euro dall’imprenditore veneto. Zennaro viene messo in carcere, privato del passaporto, isolato e detenuto in condizioni al limite.
Lo scorso 22 maggio, inoltre, il titolare della ditta alla quale il nostro connazionale aveva versato 400mila euro è stato ritrovato senza vita nel fiume Nilo. La scarcerazione è arrivata oggi dopo settimane di lavoro sottotraccia da parte della Farnesina.
Lo scorso maggio l'europarlamentare veneto Gianantonio Da Re, aveva presentato anche un’interrogazione al Parlamento di Bruxelles per chiedere all’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue di attivarsi immediatamente e condannare le “autorità sudanesi responsabili di una grave violazione dei diritti umani”.
A dare per primo la notizia, tramite social, è stato il deputato Dem Nicola Pellicani, che ora chiede l’imprenditore venga trasferito in ambasciata per tutta la durata del processo.
A complicare la faccenda, però, c’è una nuova denuncia presentata per una seconda fornitura. Intanto, la famiglia e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, festeggiano il primo risultato, quello della scarcerazione avvenuta, ha sottolineato il primo cittadino, citato dal Corriere, grazie al “lavoro decisivo” svolto dal governo italiano.
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