Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Strage di Ardea, il killer vagava con guanti e pistola: "Non conosceva le vittime"

© Sputnik . Evgeny UtkinCarabinieri nel corso della manifestazione a Cernusco sul Naviglio
Carabinieri nel corso della manifestazione a Cernusco sul Naviglio - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
Seguici su
Secondo i particolari che stanno emergendo dalle indagini Andrea Pignani, il 34enne che ieri ha freddato due bimbi di 5 e 10 anni e un anziano di 84, non conosceva le vittime e non aveva precedenti. Nel 2020 era stato sottoposto ad una “consulenza psichiatrica”.
Le prime chiamate alla centrale operativa dei carabinieri di Anzio sono arrivate attorno alle 11.50 da parte di alcuni residenti nel consorzio residenziale “Colle Romito” di Ardea, comune del litorale laziale, per chiedere l’intervento urgente di ambulanze e pattuglie dei carabinieri per segnalare la presenza di tre persone raggiunte da colpi di arma da fuoco.

Il killer vagava con guanti e pistola

È attorno a quell’ora che, secondo i primi dettagli che emergono dalle indagini, Andrea Pignani, 34enne con problemi psichici, ha lasciato la sua abitazione con in dosso una felpa, un paio di guanti ed uno zainetto ed ha cominciato a vagare per le vie del comprensorio con la pistola del padre, ex guardia giurata morto un anno fa, stretta fra le mani. L’ha puntata contro le prime persone che ha incontrato, senza lasciare loro scampo.
A terra esanimi in via delle Pleiadi ci sono Daniel e David Fusinato, due bambini di 5 e 10 anni che stavano giocando al parco. Sono morti poco dopo essere stati raggiunti dai proiettili, stringendo la mano del loro papà, racconta la nonna. E poi Salvatore Ranieri, un anziano di 84 anni, in ferie nella sua seconda casa, che passava in sella alla sua bicicletta e avrebbe provato a fare da scudo ai piccoli.
Poi l’aggressore è tornato nella villetta di via di Colle Romito, dove abitava assieme alla madre dal 2019. È qui che, dopo aver allontanato la donna, si è asserragliato. Immediatamente, ha spiegato il colonnello Michele Roberti, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, è scattato il dispositivo per neutralizzare le minacce contro i civili inermi, lo stesso previsto in caso di attacco terroristico.

Nessun contatto tra l'omicida e le vittime

Sul posto sono intervenute subito le Aliquote di Primo Intervento (Api) e le Squadre Operative di Supporto (Sos), per effettuare una cinturazione a lungo e stretto raggio in attesa dell’arrivo del Gruppo di intervento speciale (Gis) dell’Arma, che attorno alle 15.30 ha fatto irruzione, dopo essere stato autorizzato dal pm, in casa dell’assalitore.
Pignani è stato trovato senza vita nella sua camera da letto al secondo piano. A terra l’arma utilizzata per compiere la strage, una pistola Beretta 81 calibro 7,65. Secondo i carabinieri, “non è emerso alcun contatto tra l’omicida e le sue vittime né alcun rapporto di conoscenza tra gli stessi”.
Domenico Fusinato, il padre dei fratellini uccisi, si trova ai domiciliari per droga. Nel 2018, secondo quanto riporta l’Ansa, è stato coinvolto in una retata dei carabinieri contro il clan Triassi, rivale della famiglia Spada. Pignani e Fusinato, però, secondo gli inquirenti non si conoscevano. Un particolare che potrebbe far passare in secondo piano l’ipotesi di un regolamento di conti.

Le segnalazioni dei vicini

Sempre l’agenzia Ansa parla di segnalazioni che sarebbero state fatte dai vicini di Pignani, sul comportamento aggressivo del giovane. E in particolare su quella pistola, che il padre del ragazzo ha detenuto regolarmente per un certo periodo. Poi dell’arma si erano perse le tracce. I residenti del comprensorio raccontano che Pignani la usava per minacciare chi abitava nella zona, anche per futili motivi. Ma alle forze dell’ordine non risultano denunce o segnalazioni.
L’unico “precedente” dell'uomo sarebbe una lite in ambito familiare. Nel maggio del 2020 i carabinieri erano intervenuti nella stessa villetta per calmare l’uomo che aveva aggredito la madre.
Era stato accompagnato da un’ambulanza all’ospedale di Ariccia in “stato di agitazione psicomotoria” e sottoposto ad una “consulenza psichiatrica”. La mattina dopo era stato dimesso come “paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato”, e affidato al padre.
L’omicida, però, non sarebbe stato in cura per patologie psichiatriche, né denunciato o segnalato.
Resta, quindi, il giallo sul movente, mentre i carabinieri, diretti dalla Procura della Repubblica di Velletri, indagano anche per “verificare eventuali responsabilità in ordine all’illecita detenzione dell’arma da sparo, per la quale non risulta sporta alcuna denuncia”.
Un carabiniere  - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
Killer di Ardea, un gesto premeditato? Vagava per i viali con guanti e pistola
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала