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Mascherine, per i bambini emozioni indecifrabili

© AP Photo / Vahid SalemiLa prima giornata scolastica a Teheran, il 5 settembre del 2020
La prima giornata scolastica a Teheran, il 5 settembre del 2020 - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
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La mascherina sul viso è un’immagine a cui ci siamo abituati tutti, ma il suo impatto nel comprendere le emozioni da parte dei più piccoli è davvero importante. I bimbi fra i 3 e i 5 anni faticano a riconoscere le emozioni delle persone nascoste dietro alla mascherina. A dimostrarlo uno studio dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
La mascherina rende indecifrabili per i bambini piccoli le emozioni di chi la indossa, soprattutto nella fascia di età che va dai tre ai cinque anni. Emozioni come felicità, rabbia, tristezza e paura sono difficili da riconoscere da parte dei più piccoli e questo rappresenta un rischio per le loro capacità di interazione sociale. Solo il 40% dei bimbi riesce a distinguere le emozioni.
A sollevare il problema per la prima volta è stato lo studio effettuato dal team di ricerca guidato da Monica Gori, psicologa, responsabile di U-Vip (Unit Visually Impaired People) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che ha rilasciato un’intervista a Sputnik Italia.
— Per i bambini capire le emozioni dietro la mascherina è veramente difficile. Monica Gori, ci può parlare del suo studio in merito?
Abbiamo fatto uno studio in cui abbiamo inviato un questionario online a numerosi bambini e adulti: si trattava di una serie di immagini di emozioni da riconoscere prima con la mascherina e successivamente senza mascherina. I bimbi dovevano dire se riconoscevano emozioni come la paura, felicità, rabbia, sorpresa oppure niente.
È emerso che i bambini piccoli fra i 3 e i 5 anni hanno molta più difficoltà a riconoscere le emozioni quando c’è la mascherina. Lo studio è stato effettuato un anno fa.
— Quali sono i rischi per i bambini e per il loro sviluppo sociale legati alle mascherine?
Bisognerebbe studiare il fenomeno in modo longitudinale e analizzare anche che cosa è successo a livello sociale. Quello che di sicuro possiamo dire è che le emozioni e il loro riconoscimento sono molto importanti per l’esposizione sociale dei bambini nella vita di tutti i giorni. Avere una situazione nella quale non possono ricevere al meglio questi segnali che per loro sono importanti per sviluppare le loro capacità sociali è un problema. Possono sorgere rischi di vario tipo, per esempio possono ridurre la propria capacità di comprendere le emozioni ora con le mascherine e anche successivamente.
A distanza di un anno stiamo ripetendo lo studio per cercare di capire se dopo questo lasso di tempo c’è stato un cambiamento nel modo in cui i bambini percepiscono le mascherine. Io mi aspetto che dopo aver tenuto le mascherine per un anno i bambini che sono molto plastici magari hanno imparato a riconoscere le emozioni solo dagli occhi. I risultati non ce li abbiamo ancora.
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— Ad ogni modo finché l’uso della mascherina è obbligatorio i bimbi più piccoli hanno dei problemi ad interagire?
Sì, esatto. Abbiamo visto che per quanto riguarda la felicità e la tristezza i bambini riuscivano solo il 40% delle volte a capire se la persona davanti era felice o triste. Mentre quando si toglieva la mascherina rispondevano correttamente nell’80% dei casi. La felicità è un’emozione importante da comprendere …I bambini si trovavano molto confusi un anno fa.
— Finché bisogna usare le mascherine quali misure dovrebbero essere adottate secondo lei per i bimbi e per chi è a stretto contatto con loro?
Credo che non sarebbe male avere delle mascherine trasparenti per gli educatori che sono a contatto con i bambini dai 3 ai 5 anni. Oppure si possono far fare dei giochi con il riconoscimento delle emozioni, fare dei training di questo tipo.
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— Possiamo dire che l’aspetto psicologico e sociale della pandemia è stato sottovalutato, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli?
Visto che mi occupo di bambini con disabilità posso parlare di loro ad esempio. Per loro i riabilitatori hanno fatto un lavoro estremo per riuscire a seguirli a distanza e questo è da ammirare. Sarebbe fantastico poter avere un occhio di riguardo per loro. La socialità è importante per tutti, è una delle basi dello sviluppo psicologico. In contesti fragili c’è bisogno di molta attenzione. Gli effetti della pandemia sulla psicologia andranno valutati in modo longitudinale seguendo i bambini nella loro crescita. Dobbiamo fare molta attenzione ai bambini.
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