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Focolaio Covid in palestra, un infettato da variante Delta nonostante doppia dose

© Depositphotos / TonodiazUna ragazza in palestra
Una ragazza in palestra - Sputnik Italia, 1920, 14.06.2021
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Focolaio Covid-19 in una palestra di Milano. In 10 restano contagiati e uno ha la variante indiana. In 140 sottoposti al tampone ma la palestra ha rispettato le norme.
Può accadere che si venga colpiti comunque dal Sars-CoV-2 nonostante ci si sia sottoposti alla vaccinazione, e così accade in una palestra di Milano dove 10 restano contagiati e di questi uno con la variante Delta, precedentemente chiamata variante indiana. Proprio quest’ultimo aveva già completato il ciclo vaccinale, ma non è stato reso noto con quale dei vaccini disponibili in Italia.
La disavventura ha riguardato ben 140 persone, poiché tutti i frequentatori della palestra sono stati poi invitati a sottoporsi al tampone per verificare se avessero contratto o meno la malattia.
Su tutti gli infetti, rende noto il Corriere della Sera, è stato disposto il sequenziamento per verificare se sono stati colpiti dalla variante indiana o solo lo sfortunato sportivo.
La palestra ha rispettato tutte le norme anti-Covid previste dal protocollo Inail per questo tipo di attività, per tale motivo gli allenamenti proseguono regolarmente senza alcun rischio per la salute.
Al Policlinico San Matteo di Pavia, dove si effettua il sequenziamento genomico del virus, il responsabile del laboratorio di Virologia, Fausto Baldanti, dice al Corriere che da gennaio ad oggi in Lombardia sono 12 i casi di variante Delta intercettati dal sequenziamento.
Ma di questi, 11 rientravano da un viaggio compiuto in India, quindi casi di esposizione diretta.

L’analisi richiesta dall’ISS

L’Istituto superiore di sanità (ISS), ha richiesto alle regioni di effettuare delle analisi a campione sui positivi e di cercare tra loro le varianti presenti.
Nell’ultima indagine del 18 maggio, la Lombardia ha scovato 6 casi di variante Delta, la prevalenza è del 2,5%.
Numeri bassi, dice il professore Baldanti e ricorda che non è insolito che un vaccinato venga contagiato, poiché il vaccino non è come l’antivirus di un computer che blocca l’ingresso, ma agisce contro la sua attività una volta fatto il suo ingresso nel corpo umano.
“Al San Matteo su 4 mila immunizzati, 33 si sono re-infettati: tutti con variante inglese, tutti senza sintomi o con sintomi lievi”, racconta il responsabile del laboratorio di Virologia del Policlinico pavese.
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