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I Talebani considereranno "forze d'occupazione" i soldati stranieri che resteranno in Afghanistan

© AFP 2021 / WAKIL KOHSARI Marines degli Stati Uniti in Afghanistan
I Marines degli Stati Uniti in Afghanistan - Sputnik Italia, 1920, 13.06.2021
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Il movimento radicale Talebani ha dichiarato che qualsiasi forza straniera presente nel Paese dopo l'11 settembre sarà considerata come occupante.
In precedenza il ministro della Difesa della Turchia Hulusi Akar aveva avanzato una proposta di provvedere la sicurezza dell'aeroporto di Kabul in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe americane, con una serie di condizioni. Akar ha affermato che Ankara vuole aiutare Kabul a mantenere la sicurezza dopo i ritiro dei soldati statunitensi.

"Ogni pollice del suolo afghano, gli aeroporti, la sicurezza delle ambasciate straniere e dei dipartimenti diplomatici è responsabilità degli afgani. Perciò nessuno deve sperare di poter conservare una presenza militare nel nostro Paese. Se qualcuno commette un errore del genere, la popolazione dell'Afghanistan e l'Emirato Islamico (il sistema amministrativo dei talebani, ndr) li considererà occupanti e prenderà le misure appropriate contro di loro", afferma una nota dei talebani, pubblicata dal portavoce del movimento Zabihullah Mujahid su Twitter.

Al tempo stesso, il portavoce dei talebani fa notare che il movimento vorrebbe mantenere relazioni "positive e reciprocamente vantaggiose" con i paesi vicini.
Nel maggio il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali, aveva riferito che gli alleati europei hanno continuato ad insistere sul rinvio del ritiro delle truppe dall'Afghanistan da parte degli USA per concedere in tal modo più tempo ai partner della NATO e fornirgli maggiore supporto. Secondo quanto riportato, gli USA hanno promesso di fornire supporto logistico ai partner dell'alleanza durante il ritiro delle loro truppe.

L'operazione NATO in Afghanistan

Gli Stati Uniti ed i loro alleati della NATO hanno avviato l'operazione militare in Afghanistan nel 2001. È stata condotta come parte della campagna Enduring Freedom, nata in risposta all'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 di Al-Qaeda. Nel 2014, l'Afghanistan, così come gli Stati Uniti e la Nato, hanno firmato accordi di sicurezza che consentono agli alleati di mantenere una presenza militare limitata nel Paese. Dal 1° gennaio 2015, la missione di combattimento nel Paese asiatico è stata sostituita dall'operazione non di combattimento Resolute Support.
Nel 2020 Stati Uniti e talebani hanno firmato il primo accordo in oltre 18 anni di guerra, che prevede il ritiro delle truppe straniere nel maggio di quest'anno, con la fine della violenza nel Paese. Attualmente ci sono meno di 10mila soldati tra Nato e partner dell'alleanza in Afghanistan, inclusi 2.500 militari americani. Il loro compito principale è istruire e addestrare le forze di sicurezza afghane.
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