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Conte sulla questione del doppio mandato: “Farò una proposta ragionevole”

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 13.06.2021
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Entro 10 giorni ci sarà la presentazione del progetto politico del nuovo Movimento, un mix di struttura e di democrazia diretta.
Il capo in pectore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è ancora alle prese con il suo progetto politico e in questi giorni ha diversi problemi da risolvere, uno dei più spinosi è il “doppio mandato”. L’ex premier ha annunciato che farà “una proposta ragionevole”.
Per Conte, che ha parlato nel corso di “Mezz’ora in più”, entro dieci giorni al massimo, “ci sarà il consiglio nazionale e in quella sede sarà delineato il progetto” del nuovo movimento e nel frattempo si lavora a una soluzione sulla rielezione dei big del M5S.
L’ex premier ha sottolineato che il doppio mandato "non è nello statuto attuale e non sarà nel nuovo statuto”.
La regola aurea dei pentastellati, infatti è inserita nel “codice etico, quindi quando vareremo questo nuovo progetto ci occuperemo del regolamento e affronteremo il codice etico”.
“C'è la posizione di Beppe Grillo, assolutamente da considerare. Io mi assumerò la responsabilità di fare una proposta ragionevole poi coinvolgeremo gli iscritti, come è sempre stato", ha concluso sul tema.

La posizione di Grillo e le critiche di Casaleggio

Sul punto dei due mandati Beppe Grillo, padre spirituale del Movimento, ha detto che la regola non si cambia, perché è una delle basi del M5S.
Davide Casaleggio, invece, è andato all’attacco di Conte sul tema: "Mi è dispiaciuto che non sia stata presa una posizione netta e chiara su uno dei principi fondativi del Movimento 5 stelle ma anche della generazione politica necessaria a un movimento".

Il nuovo M5S

Passando, invece, al progetto del suo nuovo M5S, Conte ha spiegato che "non avremo la forma del partito tradizionale, quella novecentesca, perché sta attraversando un forte deficit”.
Il piano è costruire “una struttura organizzativa in forma light” con nuovi organi “che condivideranno la responsabilità politica con il nuovo leader”.
L’organizzazione prevederà un consiglio nazionale formato da rappresentanti dei gruppi parlamentari, “con una parte eletta direttamente dagli iscritti" e ci sarà “un giusto mix tra una struttura” con funzionalità piramidale e il coinvolgimento degli iscritti, perché “la democrazia diretta, partecipata deve continuare ad essere un caposaldo del Movimento cinque stelle".
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