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Afghanistan, chi ha ucciso David Tobini? La madre del parà chiede verità - Esclusiva

© AP Photo / Mikhail MetzelElicottero americano CH-47 Chinook in Afghanistan (foto d'archivio)
Elicottero americano CH-47 Chinook in Afghanistan (foto d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 13.06.2021
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L’Italia si è ritirata dall’Afghanistan, ma c’è chi ci rimarrà per sempre come David Tobini, parà ucciso a soli 28 anni nel 2011.
Dopo 10 anni dalla tragica morte il caso è avvolto tuttora da ombre e dubbi, ma l’ipotesi più accreditata è che si tratti di fuoco amico, il proiettile è compatibile con quelli della NATO. La madre di David chiede verità.
Il caso di David Tobini, giovane parà ucciso in Afghanistan, rischia di essere chiuso nonostante non si siano ancora accertate le responsabilità dell’accaduto. Secondo le teorie iniziali ad uccidere il parà romano sarebbe stato un colpo da davanti per mano del nemico, ma secondo le ultime perizie il colpo del proiettile è posteriore. In altre parole, si tratterebbe di fuoco amico.
Secondo la difesa sarebbe stato un proiettile compatibile con un 5.56 in dotazione alla NATO ad uccidere Tobini. Ora anche la procura militare si occupa del caso. Dopo dieci anni di silenzi e inganni la madre di David non si arrende e vuole sapere la verità. Chi ha ucciso David Tobini? “Questa Italia mi ha abbandonato e non mi vergogno a dirlo, anche se mi dispiace. Si è fatta onore nel momento in cui è morto mio figlio e poi mi ha gettato alle ortiche con tutto il caso”, sono le parole di Annarita Lo Mastro, che ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Sputnik.
© Foto : Fornita da Annarita Lo Mastro David Tobini
David Tobini - Sputnik Italia, 1920, 13.06.2021
David Tobini
Annarita, cos’è successo a suo figlio in Afghanistan?
È successo il 25 luglio del 2011. Mi viene raccontato che mio figlio è stato colpito da un talebano frontalmente perché avevano la minaccia frontale. Inizialmente ero un po’confusa, perché lo Stato italiano in questi casi ti mette sotto ai riflettori per tre giorni e non ti da la possibilità di un’intimità per poter versare una lacrima.
Passati quei tre giorni comincio a riflettere sulla vicenda, anche perché a detta di questi ragazzi la minaccia era anteriore. Mio figlio in realtà viene colpito dietro la testa, e io comincio a farmi qualche domanda. Il problema sorge dalla gestualità delle persone che ho intorno: comincio a venire isolata, emarginata e vivo in questi anni fra insulti, inganni, prese in giro e porte chiuse in faccia. Tutto ciò anche da un punto di vista istituzionale.
Cerco di mediare con tutte le istituzioni dicendo ciò che raccontano i fatti, non basta. Mi ritrovo tutte le porte chiuse, non riesco a mediare, vado in tribunale con tre perizie, di cui l’ultima, la più importante, è sperimentale e studiata proprio tecnicamente sul campo tattico.
Ci può parlare nel dettaglio di quest’ultima perizia?
La perizia la studia Paride Minervini, un ufficiale della Folgore in riserva, il quale ha lavorato sul campo e conosce bene le dinamiche belliche. È l’unico in Italia che ha l’autorizzazione del Ministero della Difesa ad avere armi e munizioni compatibili con quelle belliche. Attraverso anche studi sperimentali biologici studiano l’elmetto e il buco nell’elmetto, visionano l’elmetto sequestrato alla Procura ordinaria. Fanno delle prove di sparo con le armi compatibili con quelle che vennero usate quel 25 luglio. Ancora una volta risulta che mio figlio è stato colpito con un proiettile compatibile con un 5.56 NATO Fiocchi, quindi proprio italiano.
I dettagli emersi dalle perizie confermano che il colpo è arrivato da dietro e non da davanti?
Esatto. Facciamo un passo indietro. Ritiro il fascicolo nel 2016-2017 dopo aver pregato diverse volte il pubblico ministero di non chiudere il caso. Una volta ritirato il fascicolo ci accorgiamo che è stato chiuso in maniera incompleta e cioè senza la dichiarazione dei RIS. Il caso quindi già veniva studiato male inizialmente. A quel punto prendiamo la perizia dei RIS dove c’è scritto che il colpo è posteriore. Nel 2020 dopo aver presentato le nostre perizie i RIS ci dicono che il colpo è anteriore. Ma io dico: il colpo arriva o da dietro o da davanti, mettetevi d’accordo! La stessa firma nel 2013 scrive “dietro”, nel 2020 dice “davanti”.
Le ultimissime perizie che cosa dicono invece?
— L’ultimissima perizia di due mesi fa dice che il colpo è posteriore, David è stato colpito con una munizione compatibile con una 5.56 NATO Fiocchi. In totale vi sono tre perizie.
Il colpo fra l’altro arriva da una distanza ravvicinata?
— La distanza è compresa fra i 40 centimetri compresi fino a pochi metri oltre.
Da come stanno le cose c’è ancora tanto da indagare quindi?
— Esatto, io però mi trovo protagonista dentro un’aula di tribunale per oppormi affinché il caso non venga chiuso. Tutto questo io purtroppo me lo aspetto a momenti…un provvedimento può uscire da un momento all’altro.
Le ipotesi possono essere diverse, ma non va escluso il fuoco amico, giusto?
— È stato accertato che si tratta di fuoco amico. Dopo l’ultimo studio sperimentale si tratta di prove di sparo con munizioni e armi compatibili con quel 25 luglio: si tratta di aver ricostruito la stessa ferita prendendo della pelle di maiale, quella che si avvicina di più a quella umana; viene anche ricostruito il liquido dell’encefalo. In seguito il tutto è stato studiato al microscopio anche da un punto di vista biologico.
In tutti questi lunghi e dolorosi 10 anni lei che idea si è fatta della vicenda?
— Io subisco da 10 anni quest’inganno. Io la verità la conosco, così come tutta l’opinione pubblica, perché ora i documenti sono liberi, è stato pubblicato tutto.
Come madre che cosa chiede?
— Io chiedo il caso non venga chiuso perché è improponibile chiudere un caso dove ci sono tutte queste ombre e dove non si sono accertate le responsabilità. Hanno fatto degli studi sugli elmetti: gli elmetti italiani pesano 1 chilo e 300, quelli americani pesano 2 chili e 300. Probabilmente poteva anche salvarsi con un elmetto a norma in grado di contenere quel colpo.
Vorrei sapere che cosa è successo su quel campo. Io non so le ultime parole di mio figlio, chi gli era accanto non ha mai voluto avere un contatto con me, mi hanno sempre evitato.
Questa Italia mi ha abbandonato e non mi vergogno a dirlo, anche se mi dispiace. Si è fatta onore nel momento in cui è morto mio figlio e poi mi ha gettato alle ortiche con tutto il caso. Ho chiesto un incontro un paio di volte anche con il presidente della Repubblica Mattarella, mi hanno detto che non era possibile ricevermi.
Mio figlio è stato onorificato con una medaglia d’argento, perché è stato detto che ha assunto una posizione non idonea. Invece non è vero neanche questo: mio figlio era un mitragliere, aveva una Minimi e quindi doveva avere una posizione più rialzata. Si è parlato anche di un inceppamento di una Minimi, però non sono stati trovati segni di un inceppamento. In tutto questo l’onorificenza è stata data d’argento secondo la motivazione in cui viene detto che lui si espone per assolvere il compito a lui assegnato e portare in salvo il dispositivo amico. Per questo Stato italiano poteva fare di più?
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Non si spiega perché la medaglia è d’argento?
— Sì, è stato declassato. Se questo caso viene chiuso e non viene portata alla luce la verità pubblicamente io la medaglia la riconsegno. Sia chiaro. L’elemosina dello Stato italiano io non la voglio.
Che cosa vorrebbe dire in chiusura?
— Questo caso non deve venire archiviato. Chi se ne occupa ha il dovere di indagare. Io ho fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare la magistratura. Ho portato alla luce i fatti, mi sono fatta carico delle perizie. Non si capisce ancora se il fascicolo sia stato letto o meno. La verità trapela in modo chiaro.
I RIS dicono che andrebbero fatti degli accertamenti sull’elmetto. Noi li abbiamo fatti, non vedo perché non possano farli loro. Chiediamo di fare una lastra all’elmetto che ci dica con uno studio di chi è la responsabilità. Perché si rifiutano di procedere? Siamo pronti fare un confronto. Ad oggi mi trovo sola, sembra che io abbia la peste.
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