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Aeronet: ecosistema per l’aerospaziale privato russo

© Foto : RoscosmosLa terra vista dallo spazio
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Nel mondo si sta sviluppando a ritmi serrati il settore aerospaziale privato: dalla creazione di razzi vettori e satelliti a navicelle pilotate e stazioni orbitanti.
Tutti conoscono i traguardi conseguiti dalle società americane SpaceX, Blue Origin, Virgin Galactic e Rocket Lab. Anche società private cinesi vantano determinati successi. Ma delle società private dell’aerospazio russo non si è sentito ancora quasi nulla.
Roman Zhits, direttore del progetto Aeronet dell’Iniziativa tecnologica nazionale russa sull’aerospazio privato, ha raccontato a Sputnik cosa è necessario fare perché in Russia le società private del settore vengano prese sul serio e ha illustrato i progetti attualmente in fase di attuazione.
Quali progetti aerospaziali sta implementando Aeronet?
Essenzialmente i due prodotti che Aeronet sta aiutando società private a sviluppare sono un razzo vettore superleggero e un rimorchiatore interorbitale. Inoltre, stiamo prestando aiuto alla società privata Sputnix nella creazione di una piattaforma satellitare universale il cui progetto è stato accelerato grazie ad Aeronet per ottenere un finanziamento dall’Iniziativa nazionale russa tecnologica per finalità operative.
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Lei ha lavorato per molti anni all’Ames Research Center della NASA. A Suo avviso per quale motivo negli ultimi decenni si è osservato un aumento del mercato aerospaziale privato negli USA?
Comincio dicendo che l’aerospaziale negli USA è sempre stato un settore privato. Negli USA ad essere pubblico era soltanto la NASA che svolge funzioni molto importanti: definisce gli obiettivi che vanno conseguiti a livello nazionale nel settore aerospaziale, utilizza il denaro dei contribuenti per finanziare le società private americane grazie alle quali si raggiungono gli obiettivi di cui sopra, condivide quasi gratuitamente con noi conoscenze e tecnologie che la NASA genera sotto forma di report, articoli e brevetti.
Effettivamente negli ultimi 15 anni negli USA si è registrata la comparsa di nuove società aerospaziali, ma non sono nate dal nulla. Infatti, negli anni ’90 il settore aerospaziale statunitense è stato monopolizzato da grandi società quali Boeing e Lockheed Martin che poi hanno gonfiato in maniera significativa il costo dei servizi di lancio. Pertanto, la NASA, non volendo spendere ingenti risorse nell’acquisto di tali servizi, ha cominciato a promuovere lo sviluppo di nuovi attori privati. E ora, grazie a nuove società private che non temono di assumersi rischi tecnologici, si è venuta a creare sul mercato americano una feroce competizione che sta mettendo in discussione la sopravvivenza delle società di più lunga data.
Inoltre, le nuove società hanno fondatori carismatici mossi non soltanto dal desiderio di fare soldi, ma anche dall’altruismo che loro, in quanto imprenditori ragionevoli, stanno tentando di perseguire con la loro attività commerciale. Le società di più lunga data, invece, sono gestite da consigli di amministrazione, ossia figure molto facoltose alle quali importa soltanto il guadagno. Di norma, queste figure sono mosse dai valori come i ricavi annuali e non hanno una vision di lungo periodo. Cercano sempre di rifuggire decisioni rischiose e questo crea una stagnazione.
Le società più mature cercano di apportare il numero minimo di modifiche a esemplari di mezzi aerospaziali già sul mercato, mentre le società nuove (come la SpaceX di Elon Musk e la Blue Origin di Bezos) stanno costruendo prototipi totalmente nuovi per test di volo e grazie al miglioramento per iterazione stanno portando questi nuovi mezzi sul mercato in tempi relativamente brevi.
E perché non c’è nulla di simile in Russia?
In Russia i primi tentativi di creare un settore aerospaziale privato cominciarono 10 anni fa. Allora la comunità dell’innovazione era caratterizzata dall’illusione che fossimo in grado di qualunque cosa. Tuttavia, l’esperienza ha dimostrato che non è possibile costruire mezzi aerospaziali in strutture di fortuna, non è un approccio che funziona.
Il problema dei nostri pionieri dell’aerospaziale privato russo (come Cosmokurs e Lin Inustrial) risiede nel fatto che di fatto si sono mossi in singolo. Quando iniziarono non esisteva alcuna base giuridico-normativa e tecnica per le società private del settore. Se una società privata mette a punto un qualche strumento destinato allo spazio, questo deve essere sottoposto a test e ricevere una certificazione. E storicamente si è imposta la situazione per cui l’intero settore aerospaziale era pubblico e in questo processo come regolatore dell’attività aerospaziale bisogna coinvolgere Roscosmos che all’epoca non aveva elaborato alcun protocollo per lavorare con le società private.
Inoltre, in parte il livello ingegneristico del personale delle società private del settore non è sufficientemente elevato. In altre parole, a differenza degli USA qui in Russia non è ancora presente la necessaria infrastruttura di supporto per le società private.
Tre anni fa quando in Aeronet è stata creata una tabella di marcia per l’aerospaziale privato, abbiamo capito che per garantire maggiori probabilità di successo è necessario creare una infrastruttura di supporto per Roscosmos. La società pubblica allora ci disse che non ci sarebbero stati fondi per l’aerospaziale privato, ma con il progetto Sphera hanno manifestato interesse per l’acquisto di servizi di lancio di piccoli satelliti grazie al nostro razzo superleggero. Per l’implementazione del progetto Roscosmos ha siglato un accordo con le società private e ha offerto il proprio supporto sia lato progettazione del razzo sia come predisposizione dell’infrastruttura necessaria ai test del razzo e dei suoi componenti.
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In linea con questo accordo, abbiamo già tenuto un concorso per determinare le caratteristiche esterne del razzo e del rimorchiatore spaziale al quale hanno partecipato 6 società per i progetti sul razzo e 5 società con progetti sul rimorchiatore. I progetti sono stati vagliati da una giuria composta da 11 figure tra le quali vi erano esperti di Roscosmos, NII-88, dell’organizzazione Agat, della Fondazione di investimenti strategici (FPI, in russo) e potenziali investitori di VEB Ventures.
La giuria ha selezionato le 3 migliori società di ogni sotto-categoria. I candidati stanno ora partecipando alla fase successiva del concorso che consiste nella elaborazione di bozze di progetto di razzo e rimorchiatore.
Sulla base dell’esperienza acquisita nel lavorare con le società private, Roscosmos ha indicato ad Agat di elaborare un meccanismo finanziario più snello per far sì che le società private possano effettuare i test sui motori presso le strutture di Roscosmos. Prima questo non è mai successo: infatti, le società private dovevano pagare conti salati. Inoltre, su iniziativa di Roscosmos è in corso il lavoro di raccolta della documentazione tecnica con la desecretazione, ove possibile, di tali materiali per renderli più accessibili alle società private. Quest’attività dovrebbe essere conclusa tra un anno e mezzo circa.
In tal modo stiamo creando un ecosistema che consentirà alle società private del settore di aderire ad Aeronet e di ottenere supporto tecnico e non solo grazie all’ausilio di Roscosmos.
Riteniamo che con un simile ecosistema i potenziali investitori avranno una valida ragione per investire in progetti aerospaziali poiché avranno un maggior grado di sicurezza nella riuscita di questi progetti e nel guadagno che potranno trarre.
Inoltre, annualmente l’Iniziativa nazionale russa tecnologica tiene una serie di eventi intensivi di formazione per startup durante i quali le neo-società possono conoscere gli investitori e i rappresentanti delle corporate, presentare le proprie soluzioni, ottenere feedback e crescere. Quest’estate si terrà l’evento Arkhipelag 2021 a Veliky Novgorod: in quest’occasione singoli sviluppatori e startup presenteranno i propri progetti e soluzioni, anche nell’ambito aerospaziale. Alla fine dell’evento, se lo desidereranno, potranno unirsi al team e creare una propria società.
Per quale ragione un player così significativo come la società Cosmokurs ha lasciato il mercato russo?
A mio avviso, l’abbandono è dovuto al fatto che Cosmokurs si è interessata da subito alla creazione di un sistema suborbitale comandato. Quando si manda in orbita un uomo, i requisiti di sicurezza e, di conseguenza, la complessità di progettazione aumentano esponenzialmente. Per una società privata agli inizi, soprattutto in Russia, semplicemente un obiettivo del genere non era alla portata. E buona parte dei suoi sforzi sono finiti in un nulla di fatto. Penso che nemmeno 10 investitori sarebbero riusciti a mettere insieme le risorse necessarie. Questa è la ragione principale per cui la società non ha avuto successo sebbene il team fosse di alto profilo.
Ci parli, per favore, delle prossime fasi di creazione del razzo superleggero e del rimorchiatore.
Aeronet è il partner principale di Roscosmos in questo progetto. Per raggiungere il nostro obiettivo insieme alle società private abbiamo organizzato un concorso nell’ambito del quale ad ogni fase successiva si tiene una selezione dei progetti e conseguentemente si riducono i rischi tecnici e organizzativi della loro realizzazione. Il concorso è comincia con la presentazione di idee progettuali, continua con l’elaborazione della bozza di progetto, l’invio della documentazione di lavoro e si conclude con la creazione del prototipo.
Ora ci troviamo nella fase di bozza del progetto che dovrà cominciare ad agosto. Per questa fase abbiamo allocato 6 mesi. Alla fine di questa fase saranno selezionati due team che continueranno alla fase successiva. Quest’ultima durerà 9 mesi e comincerà nel mese di marzo 2022. Sarà anch’essa composta da due sotto-fasi: una più progettuale e l’altra operativa. Al termine di questa fase sarà selezionata una società per progetto. Le due candidate selezionate dovranno poi collaborare con le società escluse.
Secondo una stima ottimistica si avvierà la creazione dei prototipi di razzo e rimorchiatore a partire dalla seconda metà del 2023 e si prevede il lancio del primo esemplare nel 2025.
Si prevede di lanciare il razzo superleggero dai cosmodromi in uso: molto probabilmente, il Vostochny. Roscosmos non è contraria all’impiego di un cosmodromo privato, ma la creazione di una simile piattaforma richiede un lungo periodo di tempo.
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Quali sono le componenti tecnica ed economica del progetto?
Le fasi ad oggi svoltesi del progetto hanno dimostrato che le società private sono riuscite a identificare soluzioni in grado di creare un razzo superleggero di massa inferiore alle 20 tonnellate e di spendere meno di 3 milioni di dollari per il lancio. Come metro di paragone si consideri il razzo superleggero americano Electron il cui lancio costa 5 milioni di dollari. Si consideri comunque che nel momento in cui il nostro prodotto sarà lanciato sul mercato internazionale, i servizi di lancio potrebbero anche essere meno costosi. Pertanto, bisognerà cercare approcci che consentano alla società privata non soltanto di produrre il razzo e rimanere in profitto, ma anche di lanciarlo a un prezzo che tra 5 anni sarà leggermente inferiore o comunque al livello dei suoi concorrenti.
Il nostro razzo è a doppio modulo e probabilmente sarà dotato di motori a idro-metano. Potrà trasportare carico utile di 250 kg a una quota di 500 km. Invece, l’impiego del rimorchiatore di massa pari a 80 kg alla stregua di terzo modulo opzionale del razzo consentirà di portare a destinazione satelliti di un peso non superiore a 150 kg a una quota compresa tra gli 800 e i 1500 km.
Stiamo il costo di creazione del razzo tra i 3,5 e i 5 milioni di rubli. Secondo le stime delle varie società, circa dopo 10-15 lanci si può arrivare in pareggio. Secondo le nostre stime, dopo 20-30 lanci. Considerato il livello di competizione internazionale contiamo perlomeno di effettuare 10-15 lanci l’anno dei quali 5-6 saranno per soddisfare le esigenze del mercato russo.
La bozza di progetto di razzo e rimorchiatore viene finanziata da Aeronet. Ogni partecipante al progetto riceverà 3 milioni di rubli per lavorare al razzo e 1 milione per il rimorchiatore. Ognuno dei partecipanti sarà altresì tenuto a cofinanziare il progetto con somma analoga.
Se l’Iniziativa validerà il finanziamento al progetto infrastrutturale per la creazione di un sistema spaziale di trasporto, Aeronet sarà in grado di stanziare altri circa 250 milioni di rubli.
Quali altri attività potranno essere eseguite dal rimorchiatore?
Le varianti di rimorchiatore proposte nella prima fase del progetto sono sufficiente per trasportare un carico utile di 40-50 kg verso la Luna. Se il prezzo di lancio del razzo con il rimorchiatore sarà nell’ordine di 4 milioni di dollari, allora università come la MGU potranno permettersi di lanciare un piccolo mezzo sulla Luna o su Marte. Tale mezzo potrebbe portare a termine missioni di natura divulgatrice o scientifica. Il rimorchiatore potrebbe anche diventare un mezzo di servizio interorbitale.
Come procede la creazione della piattaforma satellitare della società Sputnix?
La società sta tentando di passare dai cubesat ai satelliti di peso pari a circa 200 kg i quali sono più interessanti grazie alle loro funzionalità. Secondo le stime, tra circa 5 anni la gran parte dei satelliti sarà di questa dimensione e Sputnix ha buone possibilità di incontrare la domanda internazionale. La loro piattaforma consente di ottenere satelliti utili per monitorare a distanza la Terra, per i servizi di collegamento e per l’integrazione con l’Internet degli oggetti. Anche committenti stranieri stanno già manifestando un certo interesse per questa piattaforma.
Sputnikx ha già ottenuto un parere positivo da NII-88 sulla bozza di progetto della sua piattaforma satellitare. Inoltre, secondo il NII-88, alcune soluzioni proposte in piattaforma potrebbero essere interessanti anche per Roscosmos.
Tra 2 anni Sputnix dovrà creare un prototipo di volo e, se questo si dimostrerà funzionante, non si esclude che la piattaforma possa essere acquisita da Roscosmos.
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