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Covid, Cgia: ristori “bruciati” per pagare le tasse di giugno

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tasse  - Sputnik Italia, 1920, 12.06.2021
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L’Ufficio studi dell'associazione artigiani e piccole imprese Mestre ha messo a confronto i saldi dei due decreti Sostegni approvati dal governo Draghi con gli oneri fiscali delle aziende ed è emerso che molte di loro dovranno restituire gli aiuti ricevuti per fronteggiare la crisi causata dal Covid.
Se con i due decreti Sostegni approvati nei mesi scorsi il Governo Draghi sarà chiamato a erogare a imprese e partite Iva 21,4 miliardi di euro circa di contributi a fondo perduto, per contro, le attività economiche verseranno all’erario quasi 19 miliardi di euro entro la fine di questo mese, per onorare le scadenze previste dal calendario fiscale. A segnalarlo è l’Ufficio studi della Cgia.


Insomma, comparando questi grandi numeri, possiamo affermare, con grande amarezza, che se molti titolari d’azienda riceveranno pochi aiuti e in grave ritardo, dovranno restituirli subito al mittente, cioè allo Stato, per pagare acconti e saldi di Ires, Imu, Irpef/addizionali Irpef, Irap e diritto camerale.

Una situazione che rischia di far aumentare le difficoltà in cui versano “tantissime piccole attività, spossate dalla crisi”, ma anche di alimentare “il sospetto tra gli imprenditori di essere vittime di una grande beffa”.

"Azzerare il carico fiscale per l'anno in corso"

Se gli aiuti verranno quindi “bruciati” per onorare le scadenze fiscali del solo mese di giugno, è l’appello della Cgia, occorre “azzerare il carico fiscale per l’anno in corso”.
Un taglio generalizzato di tasse e imposte erariali che costerebbe al fisco tra i 28/30 miliardi di euro, stando alla stima calcolata dalla Cgia ipotizzando di consentire a tutte le attività economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per l’anno in corso l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni.

Queste piccole aziende, in attesa della tanto agognata riforma fiscale, dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non provocare ulteriori problemi di liquidità ai Sindaci e ai Governatori. Con un fisco più leggero nella seconda parte dell’anno potrebbero operare con meno ansia, meno stress e più serenità. Non solo, ma con 28/30 miliardi risparmiati metteremo le basi per far ripartire stabilmente l’economia del Paese.

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