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Arriva il Covid Manager: cosa fa, quanto guadagna e come si diventa?

© Sputnik . Danilo Garcia di Meo / Vai alla galleria fotograficaMisurazione della temperatura
Misurazione della temperatura - Sputnik Italia, 1920, 12.06.2021
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Alla luce delle misure adottate per mitigare il rischio di contagio, nasce la nuova figura professionale, il Covid Manager. Si tratta del responsabile del rispetto delle norme anti-virus.
Sarà sempre più presente nei prossimi mesi, in particolare dopo la ripresa, sempre più imminente, di eventi e cerimonie.
Chi è il Covid Manager e di che cosa si occuperà? Perché è una figura fondamentale per l’organizzazione degli eventi? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto l’Ingegnere Federico Maritan, Direttore Tecnico di Vega Engineering - COVID Manager di Vega Formazione.
© Foto : Federico MaritanFederico Maritan
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Federico Maritan
— Ingegnere, quali sono i compiti principali del Covid Manager? E perché il suo ruolo è fondamentale oggi?
— Il Covid Manager è innanzitutto il coordinatore di tutte le persone impegnate in azienda - o in qualsiasi altra organizzazione - nell’attuazione delle misure anticontagio da Covid.
Bisogna infatti pensare che l’applicazione delle misure di sicurezza definite dal protocollo aziendale è in capo a tutti, dai dirigenti e ai preposti (come ad esempio: il capo reparto, il capo ufficio, etc.), con i quali il Covid Manager dovrà coordinarsi per garantire la corretta applicazione del protocollo anticontagio.
Altro ruolo fondamentale del Covid Manager il costituirsi come punto di riferimento dell’azienda con il Sistema Sanitario Regionale: è infatti il Covid Manager che opererà a stretto contatto con le Aziende Sanitarie per le attività di contact tracing.
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— In quali settori la presenza del referente unico Covid sarà obbligatoria?
— Oggi, la figura del Referente Unico Covid è già obbligatoria in alcuni settori, quali le Scuole e le Residenze Socio Sanitarie Assistenziali. Ad esclusione di questi casi, al momento, la nomina del Covid Manager non è un obbligo di legge.
Voglio però ricordare che la figura del Covid Manager, anche quando non individuata formalmente, è di fatto assunta dal datore di lavoro o dai dirigenti, sui quali ricade la responsabilità dell’organizzazione del lavoro e del rispetto delle misure anti-COVID. In sostanza, ciò che conta non è il “nome” che viene attribuito a tale figura, ma il fatto che il “ruolo” del Covid Manager, con i conseguenti compiti e responsabilità, non solo è necessario, ma è già presente in ogni azienda che rispetti i protocolli anticontagio a garanzia della salute dei lavoratori.
Insomma, non siamo di fronte ad un nuovo adempimento “burocratico”, ma ad un ruolo organizzativo. Purtroppo, come accade frequentemente in Italia, forse a causa di una legislazione più burocratica che pragmatica, si confonde ciò di cui ha bisogno un’organizzazione per operare efficientemente ed efficacemente, con ciò che viene imposto dalla legge, anche attraverso nuovi “nomi”, “figure” o “enti”, che appaiono ai più come astratti ed inutili.
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— Il 15 giugno dovrebbe ripartire il settore wedding. Senza l’“Hygiene Expert’ non si potrà più sposarsi? Di che cosa si occuperà in questo contesto specifico?
— Benché se ne parli molto, ad oggi la legge non obbliga la presenza del Covid Manager o di un Hygiene Expert, durante matrimoni, cerimonie e feste. Per contro, la legge impone precise regole per lo svolgimento dei festeggiamenti, contenute nelle “Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali” emanate dalla Conferenza Stato Regioni.
Inoltre, lo scorso maggio, per garantire la sicurezza durante le feste di matrimonio, l’ente di normazione italiano (UNI) ha ratificato un documento tecnico denominato UNI/PdR 106:2021, che prevede l’individuazione di una Covid Unit o di un Covid Manager durante le feste di matrimonio. Insomma, dove non si è spinto il legislatore, è giunto il nostro autorevole ente di normazione nazionale, attraverso un documento che non obbliga a nominare il Covid Manager, ma indica le corrette prassi di sicurezza per limitare il rischio di contagio da Covid nei festeggiamenti per i nuovi sposi.
— Che qualifica deve avere il Covid Manager? Deve necessariamente frequentare un corso formativo per poter svolgere il suo lavoro?
— Il Covid Manager è una figura che deve possedere competenze sia di carattere tecnico e prevenzionistico, che in ambito medico e giuridico. Non è previsto un corso di formazione con contenuti e durate obbligatorie per legge.
Per esempio, Vega Formazione propone due percorsi formativi per il Covid Manager, uno “base” ed uno “avanzato”, rispettivamente di 8 e 12 ore. I corsi vengono tenuti da tecnici esperti in materia di salute e sicurezza del lavoro, avvocati e medici che affrontano e approfondiscono dai loro diversi e specifici punti di vista la legislazione in materia anticontagio, quindi i vari protocolli emanati nel corso della pandemia, i dispositivi di protezione dal contagio, le caratteristiche del coronavirus, i test e i vaccini disponibili, la valutazione del rischio da contagio e, infine, le responsabilità sia dell’azienda che delle persone nel prevenire il contagio.
— Ci sono molti organizzatori che corrono 'ai ripari' cercando di individuare questa nuova figura professionale? State notando il boom di prenotazioni per il vostro corso?
— Il corso per Covid Manager ha immediatamente destato molto interesse: Vega Formazione è da più di un anno che programma edizioni di questo corso ed ha formato più di 500 professionisti. Rispondendo alle molte richieste ricevute, il corso viene proposto anche in e-learning, una modalità che consente ai partecipanti di seguire la formazione in orari scelti liberamente sulla base degli altri impegni personali e lavorativi. E nelle ultime settimane abbiamo riscontrato un grande interesse sul tema del Covid Manager nei matrimoni. Tante sono state le richieste di chiarimento da spingerci ad organizzare il 3 giugno un seminario divulgativo specifico sull’argomento. Il seminario è ora disponibile gratuitamente anche sulla piattaforma e-learning di Vega Formazione.
Quanto guadagna l’addetto al rispetto delle norme anti-contagio?
— Non è possibile indicare un compenso tipico, dipende infatti dalla durata e dalla complessità dell’incarico. Ma per avere un’idea, teniamo presente che siamo di fronte ad una figura professionale competente e qualificata che interviene sull’organizzazione e sulla gestione del rischio per la salute delle persone, con tutte le conseguenti responsabilità. Non a caso nel nome, dopo la parola “covid”, compare il termine “manager”.
Secondo Lei, questa nuova professione nata con la pandemia svanirà quando l’emergenza sarà finita o magari si trasformerà in qualcos’altro?
— Non credo il mondo tornerà quello che conoscevamo prima del Covid. Il valore che ora attribuiamo alla salute, alla prevenzione delle malattie e del contagio è cambiato in modo decisivo. Sento già molte persone dire che il prossimo inverno utilizzeranno la mascherina per proteggersi dall’influenza, come già avviene in alcuni paesi nel lontano oriente.
In linea con questo mio pensiero si è mosso anche il legislatore che, nel nuovo piano pandemico nazionale, pubblicato in gennaio 2021, ha introdotto la necessità di prevenire le future pandemie coinvolgendo - novità assoluta rispetto ai precedenti piani nazionali - anche le aziende.
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Insomma, la prevenzione delle malattie contagiose, in particolare per via aerea, sarà oggetto di maggiori attenzioni, sia nella nostra sfera privata, sia nelle aziende, dove certamente si avrà maggiore cura nel garantire l’igienizzazione delle mani, i ricambi d’aria dei locali, e tutte quelle misure anticontagio che abbiamo imparato ad applicare durante questa pandemia e che sono ormai entrate a pieno titolo nelle nostre abitudini quotidiane.
Se questa previsione è corretta, possiamo affermare che la figura del Covid Manager non cesserà di esistere, ma verrà assorbita dalle altre figure che si occupano già ora della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, come ad esempio il Manager HSE, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente. E l’attenzione non sarà concentrata solo nel prevenire la diffusione del Covid, ma anche di tutte quelle malattie contagiose con cui già convivevamo prima dell’avvento di questa pandemia e che, forse, abbiamo finora sottovalutato.
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