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Patuanelli: “Il nuovo M5S parli alle imprese, alle pmi e agli autonomi”

© AFP 2021 / Filippo MonteforteStefano Patuanelli, nuovo ministro dell'Agricoltura
Stefano Patuanelli, nuovo ministro dell'Agricoltura - Sputnik Italia, 1920, 11.06.2021
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La svolta del Movimento parte da più attenzione al tessuto produttivo che è in condizione di “debolezza” per il ministro dell’Agricoltura. Ma restano i nodi del secondo mandato e dell'alleanza con il Pd.
Più attenzione agli imprenditori, alle partite Iva, ai lavoratori autonomi, agli artigiani. Da questo deve partire la svolta del Movimento 5 Stelle secondo il capodelegazione al governo Stefano Patuanelli.
Per il ministro dell’Agricoltura, che parla a La Stampa, “il nuovo Movimento 5 stelle deve fare una cosa: parlare alle imprese” e questo deve diventare “un nostro tratto identitario”.
Secondo Patuanelli questa difesa del tessuto produttivo italiano è sempre stata “nel nostro dna” ma bisogna rafforzarla soprattutto in un periodo in cui i deboli sono proprio i commercianti, gli autonomi, gli artigiani.

Le proposte del nuovo M5S

Per Patuanelli, con un passato da titolare allo Sviluppo economico, il piano per questa fascia di italiani si chiama Transizione5.0.
Il punto chiave è “la cedibilità del credito di imposta, un elemento essenziale per far ripartire la microimpresa”.

Gli strappi nel Movimento

Patuanelli parla anche della difficile fase che sta attraversando il M5S, tra coloro che seguono l’ex premier Giuseppe Conte e le ali più oltranziste.
“Quello che vedo io sono i troppi personalismi e la volontà di alcuni di autoproclamarsi centrali, quando centrale è il Movimento”.
Ma la figura di Beppe Grillo resta centrale e “continuerà a ricoprire il ruolo di sempre. È oltre il necessario”.

I due mandati e il Pd

Un tema caldo nel Movimento è sicuramente il limite dei due mandati in cui, secondo Patuanelli, “tutti i portavoce sono in conflitto di interesse” e sarà un tema che discuteranno gli iscritti con Conte.
E sul patto con il Pd, il ministro sottolinea che “la costruzione di un campo progressista si sta concretizzando anche nello sforzo di trovare candidati comuni, come a Napoli e Pordenone e come proveremo a fare a Bologna e in Calabria. Sui grandi temi poi siamo uniti”.
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