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L’appello di Patuelli (Abi) a Draghi: “L’Italia si candidi per l’Autorità Europea Antiriciclaggio”

ABI, Associazione Bancaria Italiana
ABI, Associazione Bancaria Italiana - Sputnik Italia, 1920, 11.06.2021
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Il presidente dell’Associazione bancaria italiana ha scritto al premier, al ministro dell’Economia e a quello degli Esteri per avviare l’iniziativa. Obiettivo: battere Germania e Polonia.
Portare l’Autorità Europea Antiriciclaggio in Italia. Candidare il Belpaese per ospitare questa istituzione finanziaria europea e riposizionare gli equilibri nell’Ue perché “è il momento giusto per rivendicare un riequilibrio in ambito economico e finanziario”.
È questo l’obiettivo del presidente dell’Abi Antonio Patuelli che ha scritto una lettera-appello al premier Mario Draghi, al ministro dell’Economia Daniele Franco e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Siamo in un momento in cui l’Europa guarda all’Italia con maggiore benevolenza e in cui l’Italia esprime autorevolezza e impegno nelle istituzioni dell’Unione. Mi sembra dunque il momento opportuno per chiedere di riequilibrare la dislocazione delle istituzioni finanziarie, candidando il nostro Paese a ospitare la sede dell’Autorità Europea Antiriciclaggio”, ha detto Patuelli.
In lizza per ottenere la stessa autorità ci sono anche la Germania e la Polonia.

I pro della candidatura

Secondo Patuelli portare l’Autorità europea in Italia “avvicina” l’Europa ai cittadini e sarebbe anche una vittoria per un’Italia che fino “alla decisione iniziale dell’Ue sul Recovery Fund, si sentiva un po’ negletta”, ha detto a La Stampa.
Per il presidente dell’Abi, l’Italia si merita la sede perché “è uno dei tre principali paesi non solo fondatori ma anche dal punto di vista dimensionale” e inoltre “nel nostro Paese non si sono verificati scandali di riciclaggio che, invece, hanno colpito altri paesi Ue”.
L’Italia, poi, secondo Patuelli, spicca per le autorità di vigilanza all’avanguardia in materia, per il sistema di segnalazione delle banche, “artefici di quasi i due terzi del totale delle segnalazioni delle possibili operazioni di riciclaggio” e poi per un “impegno formidabile sui temi della legalità”.
Quindi, conclude il suo ragionamento, “non vi sono motivazioni contrarie, solo a favore”.

Una storia diversa dall’Ema

Secondo il numero uno dell’Abi, in questo caso, il finale sarà diverso da quello per l’aggiudicazione dell’Agenzia europea del farmaco in cui l'Italia è stata battuta dall'Olanda.
“L’attenzione all’Italia mostrata dal nuovo corso europeo impresso dalla presidente Ursula von der Leyen che è iniziato con il Recovery verrebbe confermata".
E secondo Patuelli "sarebbero riconosciute l’autorevolezza che nella Commissione ha Paolo Gentiloni, e quella che più in generale l’Italia ha con un presidente del Consiglio dalle esperienze elevatissime nelle istituzioni internazionali come Mario Draghi”.
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