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Viceministro Morelli: “Serve concretezza, Ius soli e ddl Zan bandierine ideologiche”

© Ufficio Stampa Alessandro MorelliAlessandro Morelli
Alessandro Morelli - Sputnik Italia, 1920, 11.06.2021
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Il viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Alessandro Morelli, fa il punto con Sputnik Italia sui progetti per la ripartenza del Paese e l'attualità politica: "Ius Soli e Ddl Zan bandierine ideologiche. Draghi? Un ottimo premier, lo sosterremo finché ce ne sarà bisogno"
Lo Ius soli e il Ddl Zan? Sono “bandierine ideologiche” della sinistra che “sottraggono energie alle grandi sfide che abbiamo davanti”. Il viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Alessandro Morelli, della Lega, fa il punto con Sputnik Italia non solo sui grandi progetti infrastrutturali con cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza punta a fare dell’Italia un Paese all’avanguardia, ma anche sulle principali questioni all’ordine del giorno della politica.
Dal green pass europeo, che “arriverà in tempi rapidi”, alla federazione di centrodestra proposta da Salvini, definita un “imperativo nella sfida di disegnare, attraverso le riforme, l’Italia dei prossimi decenni”, fino ai principali temi di scontro con gli altri partiti che sostengono il governo Draghi. E sul premier dice: "Lo sosterremo finché ce ne sarà bisogno".
- Il capitolo sulle infrastrutture è centrale nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, quali sono le opere che avranno la priorità nei prossimi anni e come cambierà il nostro Paese?
- Il Pnrr ha una visione prospettica che proietta l’Italia al 2050. È il punto di partenza dal quale progettare infrastrutture locali che permetteranno alle varie aree del Paese di essere connesse alle rete di trasporti europea. Per questa ragione, i grandi investimenti riguarderanno il completamento della rete veloce al Nord e lo sviluppo dell’Alta Velocità al Sud.
Un aspetto su cui mettere l’accento sono proprio gli investimenti per il Meridione, a cui è destinato il 56% dei 62 miliardi di euro dedicati a mobilità, infrastrutture e logistica sostenibili.
Servirà non solo a recuperare il gap infrastrutturale con il resto d’Italia, ma anche a ridisegnare il Mezzogiorno come passaggio naturale e più economico per le merci: oggi da Suez, domani dall’Africa, che secondo gli analisti è destinata a diventare la “nuova Cina”.
- Lei è un sostenitore del Ponte sullo Stretto, che però non è stato incluso tra i progetti finanziabili con il Recovery Fund. Si farà lo stesso?
- Sono il principale sostenitore di questa opera per varie ragioni. Prima di tutto perché durante i tanti sopralluoghi effettuati nei territori interessati ho avuto modo di confrontarmi con sindaci, governatori e imprese: tutti chiedono a gran voce un cambio di passo rispetto alle tante promesse fatte.
La realizzazione di un collegamento stabile sullo Stretto, solo in fase di realizzazione, si tradurrà in 100mila posti di lavoro l’anno ed è vitale per il futuro delle acciaierie di Taranto, in attesa di un loro rilancio.
Il ponte significa anche cambiare la prospettiva con cui si guarda a Calabria e Sicilia: non più profondo Sud ma baricentro d’Europa per gli scambi commerciali, una “piattaforma naturale” verso nuovi mercati.
© Ufficio Stampa Alessandro MorelliIl viceministro delle Infrastrutture, Alessandro Morelli
Alessandro Morelli viceministro infrastrutture - Sputnik Italia, 1920, 11.06.2021
Il viceministro delle Infrastrutture, Alessandro Morelli
- A fine maggio l’assemblea dei soci di Atlantia ha dato il via libera alla cessione di Aspi al consorzio formato da Cdp e dai fondi Blackstone e Macquarie. I familiari delle vittime del Ponte Morandi, però, chiedono al governo di interrompere la trattativa, che sarebbe a loro avviso troppo vantaggiosa per la società controllata dalla famiglia Benetton, cosa risponde?
- Le scelte fatte oggi sono conseguenti alle azioni intraprese dall’ex ministro Toninelli e dai Cinque Stelle. Le famiglie delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi, alle quali va tutta la mia solidarietà e vicinanza, hanno profonde ragioni umane che dobbiamo tenere in grande considerazione, ma la questione ha un impatto sull’interesse pubblico, che deve essere attentamente valutato.
- Sulla tragedia del Mottarone cosa è emerso finora dal lavoro degli esperti della commissione d’inchiesta nominata dal ministero? Come si fa ad assicurare che in futuro non si ripetano episodi del genere?
La commissione di inchiesta opera in completa autonomia per evitare fughe di notizie. È un momento delicato, la procura è al lavoro e c’è un’inchiesta giudiziaria che ha bisogno della massima serenità. Spero che l’apporto dei tecnici messi a disposizione dal Ministero possa contribuire fattivamente a fare luce sulla vicenda. Stando alle indiscrezioni della stampa, quello che è accaduto sul Mottarone lascia sconcertati.
È difficile fare i conti con l’idea che qualcuno possa aver deliberatamente messo in pericolo la sicurezza dell’infrastruttura solo per logiche di profitto.
© Ufficio Stampa Alessandro MorelliAlessandro Morelli
Alessandro Morelli - Sputnik Italia, 1920, 11.06.2021
Alessandro Morelli
- Il Green Pass europeo sarà fondamentale per rilanciare la mobilità sul Vecchio Continente, quando sarà disponibile anche in Italia?
È arrivato il via libera del Garante della privacy sullo schema di decreto attuativo della piattaforma nazionale per il rilascio del green pass, quindi ritengo in tempi rapidi.
Mi preme però ricordare che la libertà delle persone passa innanzitutto dal buon senso e dalla piena coscienza che la malattia non è ancora sconfitta. Quello del turismo è un asset strategico per l’economia italiana e va incentivato innanzitutto con la promozione delle meraviglie che il nostro Paese offre al mondo in una situazione pandemica che appare sotto controllo.
- Le piace l’idea della federazione di centrodestra?
È indubbiamente un passaggio storico nella vita politica di un partito come la Lega, che oggi è lo schieramento più longevo del Parlamento italiano.
Federare due storie parallele da decenni e stringerle nel nome della prioritaria ripartenza dell’Italia, costruire un centrodestra di governo che sostenga con coesione il premier Draghi nella sfida di disegnare, attraverso le riforme, l’Italia dei prossimi decenni è un imperativo che ci vede impegnati per il bene comune.
Certo, il processo deve avvenire con i tempi giusti e senza lasciare indietro nessuno, altrimenti si rischia di ottenere l’effetto inverso.
- Per quanto riguarda le amministrative, a Roma si è trovata la quadra sul duo Michetti-Matone. Chi sarà il candidato per Milano?
- Ci stiamo indirizzando verso una figura civica perché Milano ha bisogno di un rilancio immediato dopo dieci anni di stop imposto dall’amministrazione Pd. Dei governi di centrodestra che si sono avvicendati alla guida della città vediamo le linee 4 e 5 della metropolitana, il nuovo skyline con Garibaldi, Portello, Santa Giulia, il museo del '900 e il grande risultato dell’Expo 2015, un successo che ha un nome e cognome: Letizia Moratti.
Se chiedessimo ad un milanese che cosa ha lasciato un decennio di Pd a Milano, farebbe scena muta. L’eredità di Sala sono solo tasse e piste ciclabili che hanno devastato la mobilità di una città che vive di dinamismo. Il centrodestra avrà la capacità di invertire questa rotta, rimettendo al centro della sua politica l’uomo e i suoi bisogni, il lavoro e l’impresa.
- La sinistra al governo insiste su temi come Ius Soli, Ddl Zan e tasse, questo può mettere a rischio la tenuta dell'esecutivo?
- Assolutamente no, il premier Draghi ha dimostrato incredibili capacità di sintesi e decisione. L’ultima parola è la sua, e da questo Matteo Salvini si sente rassicurato.
Ddl Zan o Ius soli sono lontani anni luce dalle priorità di questo Governo, che si è dato uno scopo ben preciso: quello di lavorare sulla concretezza. Le bandierine ideologiche fanno solo perdere tempo, e il tempo, nel momento in cui c’è da rispondere ad un’urgenza riformista che non ha uguali nella storia del Paese, non può essere sprecato.
Personalmente ritengo che il Pd stia sottraendo energie alle grandi sfide che abbiamo davanti. È un atteggiamento pericoloso e peserà sulla scelta che gli elettori saranno chiamati a fare tra un paio di anni.
- Tra poco inizierà il semestre bianco, quella di Draghi al Colle è un’ipotesi che la Lega prende in considerazione?
- Draghi oggi è un ottimo premier, noi lo sosterremo finché ce ne sarà bisogno. Quando sarà il momento, la Lega è pronta a ridare all’Italia un governo eletto.
Un esecutivo finalmente coeso, capace di imprimere quella svolta liberale che serve al Paese, dopo anni in cui la sinistra, al governo o nel sottogoverno, ha sempre imperversato senza mai vincere nelle urne.
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