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AstraZeneca, Cts: sospendere per gli under 60, seconda dose con Pfizer o Moderna

© REUTERS / MARKO DJURICAIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 11.06.2021
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Questa l'indicazione del Comitato tecnico scientifico che rimanda la decisione alle autorità competenti. In precedenza, l'assessore alla Salute della Puglia aveva osservato che in assenza di tabelle ufficiali sui rischi deve essere la politica a decidere del suo utilizzo in campagna di vaccinazione.
Il Comitato tecnico scientifico raccomanda la vaccinazione con AstraZeneca solo per gli over 60. Le seconde dosi dovranno essere somministrate con vaccini a mRna, Pfizer o Moderna.
Il Cts ha chiaramente raccomandato per le prime dosi di vaccinazione di riservare il vaccino di AZ per coloro che abbiano un’età uguale o superiore a 60 anni", ha detto il coordinatore del Cts, Franco Locatelli in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha affermato che il parere del Cts saranno "tradotte in maniera stringente".

Lopalco: decisione deve essere politica

Intervenendo questa mattina ai microfoni di Mattina 24 su Radio 24, il professor Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’Università di Pisa e assessore regionale alla Salute in Puglia, aveva frenato sulla possibilità di sospendere del tutto la somministrazione di AstraZeneca, sottolineando che è compito della politica decidere come proseguire la vaccinazione.
"Se dobbiamo abbandonare del tutto il vaccino Astrazeneca, la campagna vaccinale rallenterà, il che metterebbe un po’ a rischio tutta la popolazione“, ha affermato
Lopalco ha evidenziato l'assenza, allo stato attuale, di documenti ufficiali relativi all'incidenza dei gravi effetti avversi del vaccino, distribuita per età e genere.
Al momento "quello che stiamo verificando è che il rischio di Astrazeneca aumenta col diminuire dell’età e paradossalmente il rischio di contrarre la malattia invece diminuisce col diminuire dell’età", quindi al diminuire dell'età "il rapporto rischi-benefici velocemente si inverte. Pertanto - secondo Lopalco - bisogna tracciare una linea su una determinata fascia d’età“.
Questa linea deve essere tracciata dalla politica, prosegue il professore, a cui spetta stabilire "il rischio ammissibile nella somministrazione di un vaccino".
L'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), dopo le varie consultazioni, ha confermato rapporto positivo tra benefici e rischi del vaccino AstraZeneca e approvato l'utilizzo del farmaco dai 18 anni in su.
"Quando si usa un vaccino bisogna ragionare in termini di rapporto rischio-beneficio. Su questo punto non dico che ci sia stata superficialità, ma sicuramente scarsa chiarezza da parte degli enti regolatori, come l’Ema“, osserva Lopalco.
A sollevare nuovi dubbi sul siero anglosvedese sono due episodi di gravi effetti avversi avvenuti a fine maggio in Liguria. Due donne di 18 e 34 anni sono state colpite da una trombosi alcuni giorni dopo la vaccinazione. La 18enne, Camilla Canepa, è deceduta ieri sera in seguito ad emorragia cerebrale. Da successive indagini è emerso che soffriva di una patologia autoimmune del sangue.
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