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Si inasprisce la crisi tra Italia ed Emirati arabi, a rischio la base italiana a Dubai

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Di Maio negli Emirati Arabi uniti - Sputnik Italia, 1920, 10.06.2021
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Il divieto di sorvolo al Boeing al seguito del ministro della Difesa Lorenzo Guerini di due giorni fa è l’ultimo avvertimento delle autorità degli Emirati prima della chiusura della base di Al Minhad, “snodo strategico” per i contingenti italiani nella regione. Lo scontro nato dall’embargo sulle armi deciso lo scorso gennaio dal governo.
Stando alla ricostruzione fatta oggi da La Repubblica, il divieto di sorvolo di due giorni fa al Boeing dell’Aeronautica Militare diretto a Herat, in Afghanistan, con a bordo giornalisti e ufficiali al seguito di Guerini, sarebbe solo l’ultimo monito inviato all'Italia dagli emiri, che non accettano di vedere giudicato il loro impegno nel conflitto yemenita come un aggressione. E contestano l’accusa alla base del bando sugli armamenti, decretato lo scorso gennaio dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di avere compiuto raid che hanno provocato vittime civili.

Il discorso, mai formalizzato ma trasmesso con chiarezza ai vertici delle nostre industrie, è lineare: se questa è la vostra considerazione, allora non possiamo essere né un partner economico, né un alleato militare, scrive il quotidiano.

Tanto che si potrebbe arrivare alla chiusura della base di Al Minhad, snodo strategico dal 2002 per collegare i contingenti italiani in Afghanistan, Iraq e Kuwait, con un aeroporto connesso a un terminal navale, l’unico a disposizione nella regione.
“Senza Al Minhad sarà impossibile gestire il ritiro di uomini e mezzi dall’Afghanistan e bisognerà ridefinire l’intera logistica delle missioni internazionali", sottolinea Repubblica, secondo cui gli emiri “esigono scuse dal governo, con la revoca dell’embargo, e chiedono garanzie su altre controversie, come il caso Alitalia-Etihad e quello della Piaggio Aviazione".
Ambasciatore convocato dalla Farnesina
Dopo il divieto di sorvolo, la Farnesina ha convocato l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti Omar Al Shamsi, a cui il Segretario generale Ettore Sequi ha espresso “sorpresa e forte disappunto per un gesto inatteso che si fa fatica a comprendere”.
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