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Covid, Istat: con la pandemia 100mila morti in più

© AFP 2021 / Filippo MonteforteAmbulanza
Ambulanza - Sputnik Italia, 1920, 10.06.2021
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Nel 2020 la mortalità in Italia è stata la più alta registrata dal secondo dopoguerra. Il dato emerge dal rapporto Istat-Iss sugli effetti del Covid nel Paese.
Secondo il rapporto di Istat-Iss sull'impatto del Covid in Italia sulla mortalità totale della popolazione residente, i decessi registrati nell'anno della pandemia sono stati 746.146, oltre 100mila in più rispetto alla media 2015-2019.
La mortalità nel Paese ha registrato, nel 2020, un aumento del 9% con Piemonte, Valle D'Aosta, Lombardia e Provincia autonoma di Trento come regioni più colpite.
L'impatto maggiore sull'aumento della mortalità è stato rappresentato dal genere maschile (56,7%) e la fascia d'età su cui si riscontra un'incidenza maggiore di decessi Covid-19 è la fascia 65-79 anni.

Rischio decesso crolla del 95% dopo la prima dose di vaccino

Secondo il rapporto dell'Istat, il rischio di decesso per Covid diminuisce del 95% a partire dalla settima settimana dopo la somministrazione della prima dose di vaccino.
"La vaccinazione ha portato a una notevole riduzione del rischio di morte a meno di due mesi dalla prima dose del vaccino" si legge a riguardo dell'analisi sul primo quadrimestre del 2021.
Rispetto al 2020 sono stati poi registrati molti meno caso di contagio nella popolazione anziana (over 80).
"Questo è un segnale di come la campagna di vaccinazione, le raccomandazioni e la prevenzione messa in atto abbiano dato esiti postivi nel ridurre la trasmissione di malattia nella fascia anziana della popolazione, ma è anche una conseguenza dell'aumentata capacità diagnostica e delle attività di contact tracing" ha spiegato l'Istat.

Nel 2021 maggiore mortalità al Sud

Facendo un confronto con il 2020, nei primi quattro mesi del 2021 l'impatto dei decessi per Covid-19 sui decessi totali è aumentato soprattutto nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno.
Le Province con il maggior tasso di incidenza sono state quelle del versante Nord-orientale: Bologna, Gorizia, Forlì-Cesena, Udine, Rimini, Bolzano/Bozen. Molto bassa appare l'incidenza in alcune province della Sardegna, in Calabria e in Sicilia.
Il numero più alto di decessi in Italia durante la pandemia è stato registrato il 28 marzo 2020 con un totale di 928 vittime, mentre nella seconda ondata il record è stato registrato il 19 novembre con 805 morti.
El director general de la Organización Mundial de la Salud (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus - Sputnik Italia, 1920, 24.05.2021
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